mercoledì 30 aprile 2008

Fan Fiction: Nothing

Nothing
Shinya

**

Scaglio il DVD contro il muro senza pensarci.
Lo scaglio con forza e lo fisso spaccarsi e cadere a terra.
I pezzi di plastica volano qua e là andando a confondersi col pavimenti scuro.
Fisso il DVD a terra, spaccato e senza copertina.
I miei occhi sono furenti.
La copertina tolta è stretta nelle mie mani con forza.
La sto stritolando e vorrei poterla bruciare, se avessi con me un accendino funzionante oltre al mio che ha deciso di abbandonarmi proprio due minuti fa, all’accensione dell’ultima sigaretta.
“Merda” sibilo.
“Spaccare tutto non servirà a nulla” mi fa notare NAGI, seduto sul suo letto, a fissarmi in silenzio.
“Fatti i cazzi tuoi” ringhio, fissandolo per un attimo malamente.
“Questa è casa mia e quel DVD pure era mio…” mi fa notare, con un sospiro rassegnato.
“Ti do i soldi per ricomprartelo, se è questo il problema…” dico “Me lo posso permettere”.
“Lo so che puoi. Ma è uno spreco di soldi” dice lui, puntellando le mani sul materasso, tra le gambe.
“Decido io come usare i miei soldi” ribatto “Non sono cose che ti riguardano”.
“Spaccare quel DVD non ha senso, te lo ribadisco. Puoi rompere tutti i DVD che vuoi. Sho non sarà mai tuo” mi dice, con un sorrisetto.
“Vaffanculo” dico, con rabbia.
Ho l’istinto di andare lì e spaccargli il muso con violenza.
“Parli bene, tu!” gli faccio notare, con un ringhio per nulla amichevole.
“Lo so” dice lui ridendo “Infatti Sho non sarà mai tuo…” una piccola pausa, puramente bastarda, per rendere quello che sta per dire ancora più doloroso alle mie orecchie “Perché è mio”.
Il suo viso soddisfatto mi manda in escandescenza e senza pensarci vado verso di lui e lo afferro per il collo della maglietta.
“Vaffanculo” ripeto.
Lui ride ancora più forte, nonostante so che la mia stretta gli sta facendo male.
“Vaffanculo!” quasi urlo, davanti al suo viso per nulla impaurito.
“Puoi anche strozzarmi, se vuoi…” dice con un sorriso sarcastico dipinto sul volto un po’ arrossato. L’aria sta cominciando a mancargli e io vorrei strozzarlo davvero, ma dopo sarei solo io a rimetterci “Ma Sho non sarà mai tuo…”.
“Non ti ammazzo solo perché, solo Dio sa perchè, Sho soffrirebbe se tu morissi” gli dico, facendogli chiaro il concetto che per me lui non vale un cazzo.
Lui ridacchia: “E’ mio” ripete, volendomelo far entrare bene in testa.
Io stringo forte il suo collo con una mano e mi fermo solo quando mi rendo conto che se stringo appena un altro po’, potrei strozzarlo e ammazzarlo.
“Vaffanculo” ripeto, stringendo più forte per poi mollare.
Esco da casa sua come un tornado, sbattendo dietro di me tutte le porte che incontro ed esco in strada.
Afferro il cellulare e scorro la rubrica alla ricerca del numero di Sho.
Quando lo trovo pigio sull’avvio di chiamata e attendo che lui risponda.
Squilla un po’ e poi sento la chiamata interrompersi.
Fisso malamente il mio cellulare e poi la sua voce: “Ehi, Hikaru!”.
Mi volto e lo vedo camminare tranquillo verso di me, col cellulare in mano.
“Ho chiuso la chiamata perché ti ho visto da lontano” mi informa, scuotendo il suo cellulare in aria e fissando il mio.
Io annuisco e gli sorrido.
“Allora, cosa volevi?” mi chiede, fermandosi davanti a me.
“Niente… volevo sapere dov’eri” dico.
A dire il vero non so perché lo stavo chiamando.
Forse volevo semplicemente sentire la sua voce e calmarmi.
“Come mai?” chiede, curioso, sorridendomi con le mani in tasca.
“Volevo andare a comprare un paio di jeans e volevo un consiglio” butto lì, senza pensarci, facendo uscire dalle mie labbra la prima scusa che mi è venuta in mente.
“Ah, mi spiace ma…”.
“Stai andando da NAGI. Lo so. Lo vedo” dico, riferendomi al fatto che siamo esattamente davanti al portone di quel brutto bastardo e Sho si stava indubbiamente dirigendo qui “Non importa. Ci andrò da solo”.
“Mi spiace, ma mi ero già messo d’accordo con lui” cerca di scusarsi Sho, in imbarazzo, grattandosi la testa con una mano.
“Nessun problema, davvero! Ci mancherebbe! Non potete mai stare insieme, figurati se sono io a rovinarti la festa!” mento con un sorriso e mi viene da vomitare al solo pensiero di quello che faranno una volta che Sho sarà salito.
“Grazie, amico” ride “Ti devo un favore!”.
“Non mi devi nulla” dico, sorridendo amaro e allontanandomi.
Proprio nulla.

**FINE**

lunedì 28 aprile 2008

Fan Fiction: Tsumi [Peccato]



Autrice: Kaiamira
Traduttrice: VisualPrincess


Tsumi [Peccato]
Capitolo 3: Atonement


Yamapi si fermò davanti alla porta della stanza d'albergo, giocherellando per un attimo con la carta che apriva la serratura, assorto nei suoi pensieri. Avrebbe potuto andarsene via anche ora, dopo tutto... era abbastanza strano, andare in un hotel per fare sesso con qualcuno che conosceva solamente tramite film porno. Ci aveva pensato tutta la settimana, fin da quando aveva ascoltato il messaggio nella segreteria telefonica. Alla fine aveva realizzato che se non avesse accettato sarebbe stata una cosa della quale si sarebbe veramente pentito, quindi perchè no?


Fece scivolare la carta nella serratura, attendendo che si accendesse la luce verde prima di girare la maniglia, ogni movimento piccolo e lento. Yamapi si morse un labbro mentre entrava nella stanza, tentando di calmarsi con un profondo respiro.


"Sho-san?"


"Quì dentro."


Okay, era abbastanza strano parlare con qualcuno per il quale si era toccato guardando i suoi video, ma a Yamapi piaceva il suono della voce di Sho. Impaziente, si tolse le scarpe vicino alla porta e attraversò il piccolo corridoio prima di trovare la camera da letto.


Era una stanza piuttosto normale, e Yamapi ne era felice; se fosse stata sdolcinata o intensamente sensuale come la maggior parte delle stanze di love hotel probabilmente si sarebbe messo a ridere senza fermarsi mai più. Era ovviamente una delle stanze più lussuose, e questo lo faceva sentire a suo agio, anche quando vide Sho seduto ai piedi del grande letto matrimoniale,vestito impeccabilmente con un paio di jeans neri ed una aderentissima maglietta coperta da una maglia blu.


C'era un piccolo tavolino lucido di fronte a Sho, vicino al letto, con sopra un vassoio pieno di fragole e un contenitore argentato colmo di quello che dall'odore sembrava cioccolato. Un espressione colpevole si formò sul volto di Sho, una fragola già morsa tra le sue dita.


"Gomen," chiese scusa facendo un sorriso che ricordava intensamente a Yamapi dei suoi video, "Ma non sono riuscito a resistere mentre aspettavo."


Yamapi arrossì immediatamente ma ricambiò il sorriso, per nulla intimorito di camminare verso il letto e sedersi di fianco a Sho, prendendo una fragola dal vassoio e iniziando a mangiarla lentamente.


"Va bene. Ero un po' in ritardo." ammise, i suoi occhi rivolti verso Sho mentre divorava il frutto tra le sue dita. Lo shock iniziale di essere seduto di fianco ad una pornostar si dissolveva lentamente ogni secondo in più che guardava Sho; dopo pochi minuti, l'unica preoccupazione nella testa di Yamapi era quella di restare assolutamente soddisfatto dalla nottata.


"Ho sentito che il tuo amico è piuttosto infatuato di Hikaru-chan," disse Sho, facendo affondare una nuova fragola nel cioccolato e ripulendola della calda sostanza con la lingua, i suoi occhi su quelli di Yamapi, "Immagino che tu approvi?"


"Approvare? Non ho davvero il diritto di giudicare." rispose Yamapi, guardando sfrontatamente la lingua di Sho che leccava il cioccolato prima di mordere la fragola, il suo respiro che si velocizzava leggermente, "Specialmente sul modo col quale Jin ha iniziato ad ossessionarsi." aggiunse. Era completamente diversa da qualsiasi altra infatuazione avesse mai visto, quello era sicuro.


L'altro ragazzo quasi non gli rispose; Sho scosse semplicemente le spalle, ascoltando la risposta di Yamapi mentre mangiava il frutto rosso tra le sue dita, il suo sguardo che cadeva su vari punti della stanza prima di tornare finalmente su Yamapi.


"Ma al contrario del tuo amico, tu sapevi chi eravamo io e Hikaru." affermò Sho maliziosamente. Prese l'iniziativa e si avvicinò leggermente a Yamapi, lasciando stare la frutta questa volta e semplicemente affondando un dito nella cioccolata sciolta prima di toccare con quello stesso dito le labbra dell'altro ragazzo.


"Apri." ordinò, ma Yamapi non aveva bisogno di sentirselo dire. Socchiuse le labbra e prese il dito di Sho nella sua bocca, il gusto di fragola che era rimasto improvvisamente coperto da quello del cioccolato mentre succhiava la pelle di Sho fino a renderla pulita. Era una cosa maliziosa, ma a Yamapi piaceva, e quando Sho ritirò indietro la mano Yamapi realizzò velocemente che stava iniziando a fare molto più caldo nella stanza d'albergo.


"Non posso farci niente del fatto che mi piacciono i tuoi video." mormorò Yamapi dopo che il dito di Sho scivolò fuori dalla sua bocca; sorrise, passandosi una mano tra i capelli mentre guardava Sho con uno sguardo quasi di sfida, "E che mi dici di te? Non puoi mentirmi e dire che non sapevi già chi ero io."


La frase sembrò divertire enormemente Sho; rispose allo sguardo di sfida di Yamapi con un sorrisetto, le sue mani che si abbassavano prima di afferrare il colletto della camicia del cantante e tirarlo a se. Yamapi emise un suono di sorpresa ma riconobbe l'espressione di Sho, eccitata, tentò di aprire la bocca per commentare ma fu zittito quando l'altro ragazzo lo baciò. Era un bacio appassionato sin dall'inizio; le labbra di Sho erano calde contro le sue, la sua lingua abile, ma si prendeva tutto il tempo per esplorare la bocca di Yamapi, il tocco di un amante. Il cantante arrossì immediatamente mentre rispondeva al bacio con impazienza, affamato del gusto di fragole, cioccolato e puro Sho.


"E anche se sapevo chi eri?" chiese Sho mormorando, lasciando correre senza vergogna la sua lingua sulle labbra di Yamapi, "Sei tu quello che ha una cotta per me, Tomo-kun. Ed è questo il motivo per cui sarai tu quello a sottomettersi stanotte." lo informò, lasciandosi cadere dalle spalle la maglia e raggiungendo con le mani il bordo della maglietta di Yamapi, tirandola su lentamente, sfiorando la pelle liscia durante tutto il tragitto.


Yamapi inarcò leggermente la schiena, quasi incapace di credere che stava davvero succedendo. Una cosa era stato dire a se stesso che andava in un hotel per fare sesso con una porno star, ma farlo davvero, e sentirsi dire che doveva sottomettersi all'altro, era tutto troppo surreale.


"Sho-kun..."


"Dì solo Sho," insistette l'altro ragazzo con un sorrisetto mentre tirava via la maglietta che rimaneva appiccicata alla pelle del cantante, "Solo se ti va bene che io ti chiami Tomohisa? Così siamo pari."


"No, va-" Yamapi si interruppe quando Sho iniziò a baciare giù per il suo collo e il suo petto, improvvisamente perso nella sensazione di essere toccato e baciato da qualcuno che sapeva davvero cosa stava facendo, "B-bene..." riuscì a rispondere. Fece scivolare una mano tra i capelli arruffati di Sho e si lasciò sfuggire un gemito quando la calda bocca che lo stava tormentando iniziò a dare attenzione ai suoi capezzoli.


"Hai un bel corpo, Tomohisa." si complimentò Sho con un sorrisetto mentre leccava giù per il torso del cantante, "Hai mai pensato di apparire in uno di quei film che ti piacciono così tanto?" chiese, le sue mani che sbottonavano i jeans di Yamapi mentre parlava. Il cantante si appoggiò sui gomiti, leccandosi le labbra mentre pensava a quell'idea e sorrise.


"Andrei nei casini se venissi riconosciuto... ma si, come potrei non averci pensato?" rispose Yamapi, sollevando i fianchi e lasciando che Sho gli togliesse i jeans e i boxer. Era leggermente strano essere totalmente nudo mentre Sho aveva ancora la maggior parte dei suoi vestiti addosso, specialmente quando Yamapi era così abituato a vedere Sho senza niente addosso in tutti i suoi video.


"Dovresti, qualche volta." suggerì Sho, l'angolo della sua bocca che si sollevava in un ghigno mentre ricominciava ad esplorare il corpo del cantante. Yamapi si ritrovò molto presto a contorcersi contro il letto mentre le mani e la bocca dell'altro ragazzo lo toccavano in così tanti tipi di delizioso tormento che non era neanche più sicuro di poter continuare a controllarsi. In qualche modo riuscì a tirare Sho su verso di lui per baciarlo, le labbra che si incontravano per far collidere e accarezzare le loro lingue.


"Pensavo che voi ragazzi foste abituati a togliervi i vestiti? Cos'è sta roba, eh?" stuzzicò Yamapi, dando piccoli strattoni alla maglietta di Sho. L'attore rise, la sua lingua che passava sulle labbra di Yamapi. Si tolse la maglietta come aveva ordinato il cantante, le sue mani che si muovevano velocemente per finire di rimuovere tutti i vestiti. Presto era nudo come Tomohisa, e la perdita dei vestiti sembrò significare anche la perdita delle inibizioni- o quello che ne rimaneva.


Il cantante fu il primo a gemere senza alcun freno, sopraffatto dalla sensazione delle mani di Sho che si muovevano sul suo corpo con carezze affamate. Più baci si davano e più Yamapi diventava desideroso e disinibito; non c'era da sorprendersi che i film di Sho fossero così realistici, come poteva qualcuno non reagire così? Non si era mai sentito più eccitato in tutta la sua vita...


"Motto..." Oddio, quella era veramente la sua voce che implorava? Doveva essere così, perchè Sho stava sorridendo, e baciando il suo petto con quelle morbide labbra che facevano sì che Yamapi inarcasse il suo corpo bisognoso. Il primo contatto della bocca dell'attore con la sua erezione lo fece sobbalzare scioccato; guardò in giù, stupito da quanto fosse eccitante vedere qualcuno che aveva guardato fare sesso così tante volte dargli piacere nella realtà.


"Non durerai tanto a lungo..." commentò Sho con un sorrisetto compiaciuto, la sua lingua che correva con leggerezza sull'erezione del cantante. Spinse le gambe di Yamapi per fargliele allargare con una forza che probabilmente avrebbe dato fastidio a qualcuno, ma Yamapi lo trovò solo eccitante, anche se la sua faccia cominciò ad arrossire. Per quanto volesse fare a Sho un commento sarcastico, l'altro ragazzo aveva ragione; era pericolosamente vicino a venire e imbarazzare se stesso. Chiudendo gli occhi, Yamapi prese pochi respiri profondi, le sue labbra che si socchiudevano lasciando uscire un gemito quando improvvisamente le dita scivolose di Sho premettero contro la sua apertura.


"Quand'è che hai-" Yamapi si dimenticò qualsiasi cosa aveva intenzione di dire, il suo corpo che accoglieva l'intrusione. Era piacevole, fin troppo piacevole. Aprì gli occhi e guardò giù verso Sho, la piccola bottiglietta di lubrificante nell'altra mano del cantante gli diede la risposta alla domanda che non aveva finito di porre.


"Non ho intenzione di stuzzicarti... troppo." gli disse sottovoce Sho, la sua voce piena di promesse e perversità, spostando l'attenzione dall'erezione di Yamapi per baciare e mordere delicatamente l'interno coscia del cantante. Il suo respiro affannato raggiunse le orecchie di Yamapi; quel suono, insieme allo sguardo negli occhi di Sho, fece capire a Yamapi che non era l'unico terribilmente eccitato da tutto questo. Era così decadente e peccaminoso, incontrarsi in una stanza d'hotel col solo fine di realizzare una fantasia...


"Sho!" urlò Yamapi, le sue mani che afferravano le lenzuola mentre si contorceva quando finalmente le dita di Sho sfiorarono la sua prostata. Il suo respiro si fece pesante e allargò le gambe, un segno che era pronto per avere di più; fu premiato velocemente con un terzo dito che lo preparava, ma non era ancora abbastanza.


"Mou..." il volto di Sho si trasformò in un broncio perfetto mentre ritirava le sue dita, facendolo sembrare un bambino adorabile anche se i suoi occhi erano scuri e desiderosi; il broncio si trasformò in un sorrisetto quando si spostò leggermente e iniziò a spingere dentro Yamapi, "Perchè non cominci ad usare quella bella vocina che ti ritrovi?" ordinò.


Yamapi spostò le sue mani sulle spalle dell'altro ragazzo, facendo uno strano suono per il disagio che svanì non appena riuscì a rilassarsi e Sho entrò completamente in lui. Si sentiva pieno, ma desiderava che le cose si muovessero; appena si abituò al fastidio alzò lo sguardo verso Sho, sfidandolo, muovendo i suoi fianchi nel tentativo di convincere Sho a muoversi. Quando finalmente l'attore mosse il suo corpo, la forza del movimento fece gemere incoerentemente Yamapi; a quanto pare il loro obbiettivo era quello di disturbare tutti quelli dell'hotel.


"Molto meglio," si complimentò Sho quando Yamapi urlò dopo poche leggere spinte, "Ma non abbastanza per convincermi a farti venire." aggiunse a voce bassa, creando un ritmo mentre le sue mani si spostavano per sollevare le gambe sottili di Yamapi e appoggiarle sulle sue spalle, cambiando angolazione. Il cantante arrossì per la posizione vulnerabile in cui si trovava ma riuscì comunque a mantenere un'espressione di sfida anche nel bel mezzo del sesso.


"Se magari tu ti muovessi di più potrei sentirti meglio e gemerei di p- ommioddio...." Yamapi non riuscì a continuare a parlare quando Sho rispose alla sua sfida, trovando la sua prostata spinta dopo spinta e mandandolo così tanto in estasi che non gli importava assolutamente chi li poteva sentire. Afferrò in una stretta le lenzuola e iniziò a muoversi meglio che poteva per incontrare ogni movimento di Sho, i suoi capelli bagnati dal sudore che gli si appiccicavano al volto e al collo, prima di balbettare un avvertimento all'attore con voce spezzata.


Questo sembrò essere un segnale per Sho; iniziò a spingere in lui così forte che Yamapi poteva sentire il letto scricchiolare ogni volta, il suo corpo improvvisamente sopraffatto dalle sensazioni che adorava ogni secondo di più. Gemette di piacere per incoraggiare Sho e fu premiato con tre spinte consecutive contro la sua prostata che lo mandarono con facilità al nirvana. Mormorò incoerentemente quando venne tra di loro due, il suo corpo stanco ma deliziosamente debole non appena sentì il familiare calore contro il suo stomaco. Tremando, Yamapi continuò a muovere i fianchi contro Sho con uno sguardo determinato, orgoglioso del fatto che non più di un minuto dopo l'attore grugnì e cedette anche lui.


"Cazzo, Tomohisa..." bestemmiò Sho ridendo mentre allentava la stretta sulle gambe di Yamapi, lasciandosi cadere addosso a lui. Il suo viso era rosso per i postumi dell'orgasmo, e sembrava che non gli importasse che lo sperma di Yamapi gli si appiccicasse alla pelle mentre i loro corpi erano stretti assieme.


"Non c'è di che." disse Yamapi con un ghigno, sapendo di essere fastidioso. Sho gli lanciò uno sguardo ma poi si mosse e baciò l'altro ragazzo, entrambi col respiro ancora irregolare.


"Arigatou." ringraziò Sho, "Per aver deciso di fare tutto questo, ne?"


"Come se avessi potuto resistere." ammise Yamapi, alzando gli occhi al soffitto. Fece scivolare le sue mani giù per la schiena di Sho e sospirò, leccandosi le labbra.


"Quindi... adesso posso fare io l'attivo?"


"Dopo quello...ogni tuo desiderio è un ordine, Tomohisa."


~


"Che ci facciamo quì?"Jin si girò per guardare Hikaru, che sembrava essere completamente perplesso dal fatto che non erano in un hotel, ne in un appartamento, ne in nessun altro posto che poteva assomigliare ad un luogo con un letto sul quale divertirsi e fare sesso. No, sembrava che la pornostar fosse fuori dal suo elemento, seduto di fianco a Jin in un cinema quasi vuoto vicino a Shibuya, la sua espressione confusa che divertiva moltissimo Jin.


"Cosa pensi che stiamo facendo?" rispose Jin, mettendosi a posto gli occhiali da sole. Non c'erano molte persone lì a quell'ora della giornata, ma Jin faceva sempre abbastanza attenzione a non essere riconosciuto.


"Penso che stiamo sprecando tempo," disse Hikaru, abbassandosi nel suo sedile prima di guardare Jin con un sopracciglio alzato, "A meno che... tu non abbia qualche fetish che riguarda me e te che lo facciamo in pubblico?" sorrise, la sua mano che si spostava sulla coscia del cantante dei KAT-TUN.


Mio dio, magari fosse solo quello...


"No," rispose Jin, appoggiando la sua mano su quella di Hikaru e scuotendo la testa, "Siamo quì perchè..." si fermò, spostando lo sguardo, "perchè..." Oh..dillo e basta, deficente!


"Perchè?" chiese Hikaru, inclinando la testa."Perchè voglio uscire con te!" esclamò Jin, disturbando chiaramente le persone qualche fila più avanti ma non gli importava. Fissò lo schermo che stava mostrando anticipazioni di altri film e si sentì arrossire.
"... Uscire con me?"
"Si, uscire con te. Stare con te. Fai anche quello, no, Hikaru? A parte fare sesso?" chiese Jin, tentando di nascondere la sua vulnerabilità facendo l'arrabbiato. Sapeva anche solo guardando Hikaru che l'altro ragazzo sapeva benissimo che stava recitando, ma non gli importava... perchè Hikaru stava sorridendo.
"Mi piacerebbe, Jin-chan."
"Non chiamarmi così!"
"Posso chiamarti come voglio~"
Mioddio, in che cosa mi sono andato a cacciare...?

**FINE**

sabato 26 aprile 2008

Fan Fiction: Tsumi [Peccato]

Capitolo 1

Autrice: Kaiamira
Traduttrice: VisualPrincess

Tsumi [Peccato]
Capitolo 2: Confession

Non è salutare per una persona masturbarsi così tanto, credo.
Jin iniziò a sentirsi un po' pesante dopo essere sceso dal treno su cui era stato per le ultime ore; il suo corpo era stanco dopo ancora un altra notte nella quale era stato incapace di dormire senza toccarsi - in continuazione - al solo pensiero del suo incontro nel love hotel con Tsumi.
No, Hikaru. Si disse Jin mentre si aggiustava gli occhiali da sole, evitando gli sguardi delle persone. Ti ha detto il suo nome dopo che ti ha scopato così forte da farti perdere la testa, non ti ti ricordi?
Solo pensarci faceva impazzire Jin. Ogni notte era la stessa cosa, e anche durante la giornata gli bastava chiudere gli occhi per ricordarsi le sensazioni provate quando era stato toccato, baciato e posseduto dall'uomo che non aveva ancora visto in volto. Il ricordo di quell'esperienza si stava incidendo nella sua memoria sempre di più, fino al limite della sua sopportazione; e, non che non si fidasse dei membri del suo gruppo, ma aveva pensato che fosse meglio parlarne con qualcuno al di fuori di esso.
Tutto questo spiegava il perchè ora Jin stesse entrando in un palazzo e premendo il campanello di un appartamento che conosceva fin troppo bene.Yamapi poteva anche essere strano per molte cose, ma se c'era una cosa di cui potevano parlarsi con sincerità, quella cosa era il sesso.
Dovrebbe essere a casa, no? E' sabato... pensò Jin, controllando l'orologio mentre entrava nell'ascensore. Non aveva telefonato a Yamapi per avvertirlo della sua visita, perchè sapeva che se lo avesse fatto il suo amico gli avrebbe chiesto ogni dettaglio del perchè passava a trovarlo- una cosa che Jin non era pronto a rivelare al telefono.
Se non è sveglio lo butto giù dal letto a forza. Devo parlare con qualcuno di sta cosa! si disse Jin nella sua testa, uscendo dall'ascensore quando arrivò al piano e incamminandosi per il corridoio fino a raggiungere l'appartamento di Yamapi. Si guardò attorno e poi provò ad aprire la porta- aperta. Idiota. Non sai che le fangirls potrebbero tentare di violentarti?
Aprendo la porta e scivolando nell'appartamento, Jin si guardò attorno; sembrava che Yamapi si fosse alzato e avesse fatto colazione, visto il casino nella cucina, ma del suo amico nessuna traccia. Jin bisbigliò il nome di Yamapi ma non ebbe risposta. Il ragazzo alzò gli occhi in un gesto di sconforto. Probabilmente si è alzato, ha mangiato, ed è tornato a dormire. Pigrone. Pensò Jin, dirigendosi giù per il piccolo corridoio fino alla camera di Yamapi e aprendo la porta, pronto a tirare giù dal letto il suo amico.
E sicuramente non era per niente pronto alla vista di Yamapi seduto sul pavimento davanti alla grande televisione a guardare dei porno con una mano nei pantaloni.
"Pi!" esclamò Jin, pieno di vergogna, "Sono le dieci di mattina! E' troppo presto per il porno!"
"Non è mai troppo presto per dei porno." rispose Yamapi indignato nonostante l'imbarazzo, prendendo un cuscino da appoggiarsi sulla vita e alzando lo sguardo verso Jin, "E sei tu che sei arrivato a quest'ora a casa mia. Quindi è colpa tua."
Jin stava per iniziare a rimproverare Yamapi di essere un idiota pervertito - anche se era nella stessa identica condizione lui stesso- ma fu improvvisamente distratto dalla televisione. C'erano due bellissimi ragazzi che si baciavano, ma uno - quello coi capelli più chiari - la sua voce...
"Matte. Alza ..." disse Jin, e prima che Yamapi potesse rispondere, afferrò il telecomando sul letto e alzò il volume. Jin riconosceva quella voce fin troppo bene. Quel bellissimo ragazzo, dal viso lascivo e desideroso, era colui che lo aveva posseduto nel love hotel.
"Oddio." sospirò Jin, cadendo in ginocchio, "Hikaru..."
"Conosci il suo nome, eh?" chiese Yamapi, sorpreso dalla reazione di Jin, "Che cavolo hai?"
"Io... oddio, Pi, non ci crederesti." disse Jin, ma raccontò a Yamapi tutta la storia lo stesso, a partire dalle parole di Koki fino a quello che era successo nel love hotel, e fino a quanto si era sentito disperato e desideroso fin da quella sera.
"TU l'hai fatto con HIKARU?" esclamò Yamapi, puntando un dito verso lo schermo, "QUELL'Hikaru? Santo dio, Bakanishi. Che fortuna, bastardo. Anche se," Yamapi fece una pausa, sospirando come fanno spesso le fangirls vedendo lui e Jin, e facendo scivolare un dito sullo schermo, tracciando la curva della schiena dell'altro ragazzo dai capelli scuri, "Io preferisco Sho."
Jin alzò gli occhi verso il soffitto, ma dentro di lui sentiva una stretta al petto. Il solo guardare Hikaru sullo schermo faceva strani effetti al suo corpo. Guardò con attenzione, le sue dita che sussultavano ricordando quanto era liscia la pelle del ragazzo sotto le sue mani. Ogni gemito che proveniva dalla bocca di Hikaru faceva crescere il desiderio dentro di lui; se non avesse fatto in modo di sentire di nuovo il corpo dell'altro ragazzo contro il suo, era sicuro che si sarebbe sentito morire.
"Pi, sto impazzendo?" chiese Jin a voce bassa, mordendosi il labbro inferiore, "Voglio rivederlo..."
"Allora fallo. Chi è che te lo vieta?" affermò Yamampi, seduto accanto a Jin con le braccia attorno al cuscino sulla sua vita, "E mentre ci sei, controlla se Sho è disponibile. Ti sarei in debito per il resto della mia vita."
"Sempre a pensare a te stesso, come al solito." disse Jin, ma si alzò lo stesso e cercò un pezzo di carta per scrivere il numero dell'hotel. Non era sicuro che Yamapi potesse chiedere di una persona per nome, o se anche Sho -'lavorasse' era la parola giusta? - in quel posto.
"Pi, prestami tutti i dvd dove c'è lui."
"Assolutamente no." rispose Yamapi con sguardo serio, scuotendo la testa, "I miei porno rimangono nel mio appartamento, Bakanishi."
"Bene, allora li guardo tutti quì." controbattè Jin, tornando a sedersi difianco a Yamapi con convinzione. Il suo amico sorrise e scosse le spalle.
"Okay allora, fai come se fossi a casa tua."
~
Sto impazzendo.
Jin giocherellò con la cintura di stoffa del suo yukata, il suo corpo teso mentre restava appoggiato contro al muro, troppo in ansia per sedersi. Dopo aver visto tutti i film di Hikaru aveva deciso che un appuntamento in un onsen di lusso era quello di cui aveva bisogno; aveva chiamato di nuovo l'hotel e aveva chiesto se era possibile, anche se lo staff era molto preoccupato del fatto che potesse succedere qualcosa al di fuori delle sue mura. Fortunatamente, Jin aveva abbastanza soldi per riuscire a farli smettere di lamentarsi, ed ora era lì, in una picola villa affittata in un onsen.
Fare sesso con una pornostar. Oddio, cosa mi sta succedendo?
Era ancora più nervoso della prima volta , ma non sapeva il perchè. Era forse il fatto che conosceva la vera identità di Hikaru a farlo sentire così? O forse era che non riusciva a stare due minuti senza pensare all'altro ragazzo?
Jin sentì il suono della porta principale che si apriva; la tensione alle stelle, il suo cuore che correva nel suo petto mentre aspettava, ascoltando i leggeri passi fino a quando la porta della camera da letto, dove si trovava lui, fu aperta.
"Konbanwa, Jin." lo salutò la voce ormai famigliare, e Jin rimase a bocca aperta. Vedere Hikaru sullo schermo era una cosa, ma averlo davanti a se era completamente diverso. Jin non sapeva qual'era la cosa che adorava di più; le labbra che si erano modellate sulle sue con perfezione, le mani che lo avevano tormentato fino alla disperazione, i morbidi capelli che aveva accarezzato quand'era stato privato della vista, o gli occhi... quegli occhi che non aveva mai visto di persona fino ad adesso, occhi che lo ipnotizzavano senza sforzo.
"Hikaru." Jin pronunciò il nome con voce tremante, e il ragazzo sorrise. Mio dio, quel sorriso...
"Hai fatto molto per potermi rivedere." osservò Hikaru chiudendo la porta scorrevole dietro di se, i suoi piedi nudi che si muovevano sui tatami mentre si spostava per arrivare difronte a Jin con un sorrisino, "Ci sono altri che avrebbero fatto questo per te, ne sono sicuro."
Pensi che io non lo sappia? Fan, agenti, altri ragazzi dei Johnny's, altri che lavorano all'hotel, ragazzini carini di qualche host club... potrei averli tutti. Ma non riesco. Non lo farò. Perchè io...
"Volevo te." disse Jin, le parole che scivolavano con facilità dalle sue labbra, "Solo te."
Hikaru sembrava sorpreso, ma sorrise, e Jin non riuscì a trattenersi - e arrossì. Smettila di comportarti come una ragazzina delle superiori!
"Sei determinato." Hikaru rise, avvicinandosi in modo che i loro corpi si toccassero, "Mi piace." aggiunse, facendo scivolare una mano tra i capelli di Jin, le sue dita che sfioravano il collo del cantante. Jin emise un suono glutturale, incapace di trattenersi; aveva desiderato toccare il corpo dell'altro ragazzo per quello che gli sembrava troppo tempo.
Afferrando le spalle di Hikaru, Jin tirò l'altro uomo contro di se e le loro labbra si incontrarono in un bacio appassionato. Jin lasciò che la sua frustrazione si esprimesse totalmente mentre divorava la bocca di Hikaru e lasciava che la sua fosse divorata, così affamato e desideroso del gusto dell'altro uomo che respirare diventava secondario. Come fai? A fare si che io ti desideri così tanto?
"Hikaru, io-" Jin protestò quando le loro labbra si divisero, ma la bocca di Hikaru era già sul suo collo, lasciando segni sulla sua pelle mentre mani abili accarezzavano il suo corpo attraverso lo yukata, zittendolo.
"Le domande dopo." rispose Hikaru contro la pelle del cantante, le sue labbra che si incurvavano in un sorriso, "Sai che ne hai bisogno."
Oddio, si.
Jin fece scivolare le mani giù per il petto di Hikaru cercando la cintura dello yukata e disfacendola mentre spingeva Hikaru all'indietro verso il futon che era stato preparato per loro. Notò l'attimo di sorpresa negli occhi di Hikaru - naturalmente, l'altro ragazzo si aspettava che Jin si sottomettesse dinuovo quella sera - ma poi un ghigno gli lasciò capire che l'idea del cambiamento era piuttosto gradita.
Devo entrare in lui. Devo tentare di ritrovare il controllo... pensò disperatamente Jin mentre caddero entrambi per terra, labbra contro labbra e mani che esploravano ogni punto dei loro corpi. Jin spinse Hikaru finchè la sua schiena non toccò il futon e aprì lo yukata, gemendo involontariamente non appena vide il corpo nudo del ragazzo- che coraggio aveva a non mettere nulla sotto lo yukata!
"Avevo la sensazione che saresti potuto diventare così." disse Hikaru, sorridendo verso Jin e muovendo le spalle in modo che lo yukata scivolasse giù.
"Diventare come?" chiese Jin eccitatamente, muovendo i suoi fianchi in avanti quando le sottili dita di Hikaru si avvicinarono alla sua vita per slegare il nodo della cintura che teneva chiuso il suo yukata.
"Disperato."
A quella parola Jin sentì le sue guance bruciare. Sapeva di esserlo, ma non riusciva ad evitarlo. Hikaru non lo stava dicendo con un atteggiamento superiore, ma il modo in cui lo disse rese Jin ancora più determinato ad essere dominante. Premette la sua bocca contro quella di Hikaru baciandolo appassionatamente, spostandosi in modo che l'altro ragazzo potesse togliergli lo yukata e i boxer che indossava al di sotto lasciandolo completamente nudo.
Sin dall'ultima volta che erano stati assieme Jin aveva passato moltissimo tempo a immaginare che cosa avrebbe potuto fare ad Hikaru; ed ora lo aveva lì..proprio davanti ai suoi occhi. Ansimando, gli baciò la gola ed il petto, esplorando quel corpo che già aveva conosciuto con il tatto. I gemiti di Hikaru riempirono la stanza quando le mani di Jin lo accarezzarono, il suo volto contorto in un'espressione desiderosa.
"Nnhnn... Jin..." il sentire il suo nome pronunciato dall'altro ragazzo lo fece rabbrividire, Jin sentì l'adrenalina ed il desiderio scorrere nel suo corpo mentre toccava le cosce di Hikaru, la sua testa che si abbassava fino a leccare l'erezione del ragazzo. Lasciò che i suoi occhi si sollevassero ad incontrare quelli di Hikaru, rapito dall'espressione sul suo viso mentre prendeva la sua erezione in bocca con lentezza.
Ecco così, gemi di nuovo il mio nome. Arrenditi come tu hai fatto arrendere me. Pensò Jin, gemendo attorno al membro duro nella sua bocca mentre muoveva la testa su e giù, incoraggiato dalle dita di Hikaru tra i suoi capelli. Era piacevole dargli piacere così, così tanto che Jin decise di lasciargli avere un orgasmo in quel modo.
O pensò di farlo, finchè Hikaru non aprì le gambe spingendo in su coi fianchi, offrendosi con un basso gemito che distrusse qualsiasi pensiero logico esistesse ancora in Jin in quel momento. Jin tirò la testa indietro, leccò ancora una volta il membro di Hikaru e i loro sguardi si incontrarono mentre lui cercava il piccolo flacone di lubrificante che si era portato da casa. Devo averti.
"Aah... sugoi...!" Hikaru si inarcò tirando la testa all'indietro quando Jin spinse un dito dentro di lui. Jin gemette e spinse il suo dito più in profondità, sorpreso da quanto Hikaru spingeva verso di lui.
"Motto?" chiese Jin con voce roca, tremando per lo sforzo di trattenersi e preparare il ragazzo. Non aveva mai sentito il bisogno di saltare il tutto e passare direttamente all'atto principale prima d'ora.
"Hai..." rispose Hikaru ansimando, annuendo con la testa e alzandosi a sedere mentre un altro dito entrava in lui, appoggiandosi sui gomiti per spingere verso le dita di Jin ad un'angolazione diversa. Hikaru sorrise e appoggiò una mano sull'erezione di Jin, facendo gemere il cantante e distraendolo per un momento.
"Hikaru, yamero... mi distrai..."
"Non riesci a sopportarlo?" rispose Hikaru, fingendo innocenza e spingendo la sopportazione di Jin al suo limite. Jin gemette e spinse le sue dita più in profondità che poteva, riempiendosi di soddisfazione quando trovò la prostata di Hikaru, facendo tremare la mano dell'altro ragazzo sul suo membro. Riesci a vedere cosa mi fai? E' come se stessi bruciando... pensò Jin mentre faceva sdraiare Hikaru.
"Dentro..." supplicò il ragazzo dai capelli più chiari, inarcandosi contro il futon finchè Jin non riuscì più a trattenersi. Ogni cosa era confusa nella sua testa mentre tirava indietro le sue dita, apriva il preservativo, se lo metteva e poi entrava in Hikaru con una sola spinta.
Oh mio dio.
"Hikaru," sussurrò Jin, scioccato dalle sue azioni non appena realizzò cosa aveva fatto, "Daijoubu? Ti ho fatto male?" chiese, spaventato anche se distratto dal fatto che Hikaru era caldo e stretto attorno a lui. Il ragazzo si limitò a sorridere e a leccarsi le labbra, afferrando le braccia di Jin con un lungo sospiro.
"Sto bene," rispose Hikaru, muovendo i suoi fianchi contro quelli di Jin per dargliene una prova, "Mi piace..." aggiunse con voce roca, e se solitamente quella frase avrebbe riempito di soddisfazione Jin, questa volta non sentiva il bisogno di vantarsene.
Era meravigliosamente piacevole essere dentro ad Hikaru; quando il cantante iniziò a muovere i fianch con movimenti ormai conosciuti, si rese conto che non aveva mai desiderato qualcuno così tanto. Aveva avuto degli amanti, naturalmente, ma di solito erano così stupiti o intimiditi dal fatto che era lui con cui lo stavano facendo e il sesso era sempre un po' strano. Ma Hikaru era diverso...
Mormorando qualcosa sottovoce, Jin si abbassò per baciare Hikaru, il contatto delle loro bocche fece accelerare il suo cuore mentre spingeva in lui più e più volte, nel suo corpo un bisogno che non riusciva a capire veramente. Tutto quello che sapeva era che ogni volta che il colto di Hikaru si contorceva per l'estasi gli faceva venire voglia di vederlo di nuovo. Perchè non è abbastanza? Perchè anche se sono dentro di te e tu stai gemendo il mio nome, ti voglio ancora?
"Ohh... Jin~" sospirò Hikaru, l'eco della sua voce che risuo nava nella stanza mentre Jin toccò quel punto in lui che gli fece accorciare il respiro. Avvolse le gambe attorno alla schiena del cantante, un brivido di piacere trapassò il corpo di Jin per la loro nuova vicinanza mentre il cantante faceva scivolare una mano tra di loro, le sue dita che si avvolgevano attorno all'erezione di Hikaru.
"Vieni, fallo per me," lo incitò Jin, accarezzando Hikaru a tempo con le sue spinte, il suo corpo vicino all'orgasmo, "Hikaru... urla il mio nome..." chiese in modo rude, respirando pesantemente mentre guardava negli occhi del ragazzo. Fallo, prima che io non riesca a resistere venga per primo, fallo,così saprò se è piacevole come lo è stato per me...
Hikaru chiuse gli occhi, la sua bocca aperta mentre urlava il nome di Jincome gli era stato ordinato, il suo corpo che si inarcava contro quello di Jin mentre veniva, e le dita calde e appiccicose di jin ne erano una prova. Il cantante non fece caso al casino e gemette; l'orgasmo di Hikaru aveva fatto si che i suoi muscoli si stringessero attorno all'erezione di Jin, e qualche secondo dopo venne anche lui, tirando la testa all'indietro e gemendo mentre fu invaso dal piacere.
Jin si lasciò cadere tremante, il suo respiro caldo contro il collo di Hikaru e i suoi fianchi che si muovevano ancora leggermente, rifiutandosi di fermarsi. Hikaru si lasciò sfuggire una leggera risata e passò le mani tra i capelli sudati di Jin, le sue gambe rilassate sul futon.
Non voglio essere separato da te... Jin pensò mentre usciva dal ragazzo, le sue dita tramavano mentre si toglieva il preservativo usato e lo buttava nella spazzatura. Hikaru era ancora nello stesso punto di prima, con i segni delle loro azioni sul suo stomaco. Jin si sdraiò accanto a lui, fissando il soffitto, felice.
"Allora...l'hotel... lo fai per divertimento o cosa?" chiese Jin dolcemente, mordendosi il labbro. Hikaru aveva detto che poteva fare domande, dopotutto.
"Qualcosa del genere. I soldi a volte mancano, sai." rispose Hikaru, e la sua voce fece sobbalzare il cuore di Jin. Il cantante annuì, anche se non sapeva se Hikaru lo stava guardando o no.
"Intendi tra i film, ne?" chiese Jin, sorridendo quando sentì Hikaru emettere un suono di sorpresa, "Li ho visti tutti."
"Devo considerarlo come un complimento?" rispose Hikaru replied, spostandosi sul futon. Jin fece per rispondere ma poi rimase zitto, e arrossì. Che cosa devo dirti? Che ho pensato a te e che mi sono toccato così tante volte che sono quasi svenuto? Che non ho accettato proposte da altre persone perchè non erano te?
"Iie, io... io volevo solo sapere qualcosa su di te. Conoscerti." confessò Jin, leccandosi le labbra. E quando non ricevette risposta fece scivolare la mano sul morbido futon fichè il suo mignolo non incontrò quello di Hikaru; girò la testa verso l'altro ragazzo, lasciando che la sua mano coprisse lentamente quella di Hikaru, le loro dita che si incrociavano.
Hikaru lanciò uno sguardo verso Jin e sorrise, e per adesso, era tutto quello di cui Jin aveva bisogno.
~
Yamapi sospirò mentre entrava nella doccia, l'acqua che lo rinfrescava anche dopo il suo giorno libero. Un intera mattinata e parte del pomeriggio a guardare porno con Jin era assolutamente distruttiva per il suo corpo. Non aveva mai aspettato così tanto per toccarsi in tutta la sua vita, anche se era contento che Jin fosse andato da lui e gli avesse raccontato di Hikaru; chissà, magari l'hotel avrebbe richiamato e organizzato un incontro per lui e Sho. Aveva il diritto di sognare, no?
"Mmm..." il suono di piacere risuonò tra i muri della doccia mentre Yamapi faceva scivolare una mano giù per il suo corpo, appoggiandosi al muro mentre si toccava. Troppe ore di immagini erotiche lo avevano fatto impazzire; le sue dita si mossero velocemente sulla sua erezione, causando sospiri e gemiti mentre sentiva la tensione nel suo stomaco, l'avvertimento che si stava avvicinando all'orgasmo. Capelli scuri e bagnati si appiccicarono sul suo collo mentre spingeva scivolando nella sua mano, i suoi occhi che si chiudevano nel mezzo di una fantasia.
Però, mentre Yamapi si dava piacere nella doccia, non sentì il telefono che suonava, o il click della segreteria telefonica, e neanche il messaggio che lo seguiva:
"Konbanwa, Yamashita-san. Sono Sho. Se le va bene, magari le piacerebbe venire all'hotel il prossimo weekend...le informazioni la aspetteranno alla reception. Sarò lì ad aspettarla."

**CONTINUA**

giovedì 24 aprile 2008

Sondaggi

Metterò qui tutti i vari Sondaggi che effettuerà il Sito con gli equivalenti risultati! Buona lettura!

01) Chi ti piace di più?
- Sho (4 - 40%)
- Hikaru (5 - 50%)
- Tutti e due (1 - 10%)
- Nessuno dei due (0 - 0%)
02) Chi è più Uke?
- Sho (0 - 0%)
- Hikaru (7 - 100%)
- Tutti e due (0 - 0%)
- Nessuno dei due (0 - 0%)
03) Quale LUXE preferite?
- LUXE (0 - 0%)
- LUXE II (2 - 25%)
- LUXE III (4 - 50%)
- LUXE IV (2 - 25%)
04) Chi è più sexy?
- Sho
- Hikaru
- Tutti e due
- Nessuno dei due

Fan Fiction: Tsumi [Peccato]

Autrice: Kaiamira
Traduttrice: VisualPrincess

Tsumi [Peccato]
Capitolo 1

Non riesco a credere di starlo facendo davvero.

Era stato Koki a suggerire a Jin di passare il suo compleanno trovandosi qualcuno con cui farlo; Jin aveva portato all'estremo il suggerimento, aveva cercato uno dei più costosi love hotel della città e aveva richiesto un partner - un ragazzo qualsiasi, bastava che fosse bravo in quello che doveva fare - andare da lui e mettere in atto una delle poche fantasie segrete di Jin.
Jin si guardò attorno, osservando la stanza dal suo posto sul largo letto dalle lenzuola di seta; le luci erano soffuse, e un muro era ricoperto da specchi, anche se lui sapeva che non avrebbe visto nulla in quegli specchi, poichè aveva pianificato di essere privato della vista per tutta la serata. La maggior parte dell'arredamento era nero o argento, assolutamente all'altezza del denaro che aveva pagato per prenotare il posto. Il tappeto era rosso e dava una bella sensazione contro i suoi piedi mentre dondolava le gambe, lanciando occhiate ansiose all'orologio. Fai veloce.
Ci fu un leggero bussare alla porta. Tentando di trattenere un brivido, Jin si fece scivolare sugli occhi la benda che giaceva accanto a lui e la legò, ricadendo all'indietro sul letto con un sospiro.
"Konbanwa, Akanishi-san. Ha già messo la benda?"
Oh cazzo, che voce sexy.
"Hai." rispose Jin, e ascoltò mentre il ragazzo entrava nella stanza e chiudeva la porta. Jin non riuscì a sentire nient'altro poichè il suo cuore batteva troppo forte, ma sentì il letto muoversi.
"Sei molto carino, Akanishi-san." gli disse la dolce voce, mentre un dito toccava la guancia di Jin facendolo rabbrividire, "Sei ancora daccordo con quello che hai detto all'hotel per stanotte?"
Jin annuì, ricordandosi con facilità le sue richieste; un partner molto bravo con una voce sensuale, la benda, ed essere dominato - per la prima volta nella sua vita
"Molto bene." mormorò la voce, accanto al suo orecchio, "Puoi chiamarmi Tsumi."
Tsumi? Peccato? Questo ragazzo è proprio fatto per- oh mio dio. Il flusso dei pensieri di Jin venne completamente interrotto quando il calore bagnato della lingua dell'altro ragazzo toccò delicatamente il suo orecchio, tracciandone il contorno e facendolo contorcere. Tsumi fece un risata bassa, e il suono arrivò dritto all'eccitazione di Jin.
"Tsumi-kun,"mormorò Jin, tirando la testa all'indietro quando la bocca calda si spostò sul suo collo, "Ohh..."
"Sei già duro, Akanishi-san."
"Per favore, chiamami Jin." Perchè l'ho detto? Perchè voglio sentirlo dire il mio nome con quella voce fottutamente sexy?
"Jin." rispose Tsumi, la sua voce così sensuale che Jin aprì la bocca per respirare, e subitò sentì la pressione delle labbra di Tsumi sulle sue. Era strano, baciare senza poter vedere, ma le labbra di Tsumi erano calde e morbide, e si modellavano contro quelle di Jin, quel bacio riempì il suo corpo di impazienza. Sa benissimo cosa sta facendo... oddio, spero che sia bravo così in tutto.
Consumato dal primo bacio, Jin non si vergognò ad inarcarsi leggermente quando dita leggere incominciarono a disfare i bottoni della sua camicia uno ad uno, come se Tsumi avesse tutto il tempo del mondo. La lentezza fece crescere il desiderio in Jin e lui lo fece capire al ragazzo, bacio dopo bacio.
"Questa è la prima volta che ti sottometti?" bisbigliò Tsumi contro le labbra di Jin, la punta della sua lingua che sfiorava la bocca del cantante. Jin si lasciò sfuggire un leggero gemito ma annuì, tentando di alzarsi per togliersi la camicia; ma la mano di Tsumi rimase premuta contro il suo petto, trattenendolo al suo posto.
"Rilassati, Jin." mormorò, e Jin obbedì, "Goditela." lo incoraggiò Tsumi, la sua mano che correva su e giù per il petto di Jin, le dita che toccavano i capezzoli di Jin prima che abbassasse la testa e li toccasse con la lingua, i suoi capelli che solleticavano la pelle di Jin.
Oh cazzo oh cazzo oh... la mente di Jin correva; la voce di Tsumi era così sexy, e il modo in cui lo stava toccando ed accarezzando stava portando il suo corpo in uno stato di eccitazione che non aveva mai provato prima. Si leccò le labbra e mosse le sue mani alla cieca finchè non trovò le spalle di Tsumi, stupito dal fatto che l'altro uomo si era già tolto la maglietta. La sua pelle è così morbida...
"Ti piace l'idea di essere indifeso?" chiese la voce maliziosa di Tsumi mentre la sua lingua giocherellava col capezzolo di Jin, "Dare te stesso?" aggiunse con voce roca, una delle sue mani che scivolava giù per il torso di Jin e premeva contro il rigonfiamento dei suoi jeans.
"H-hai," rispose Jin mormorando, "voglio essere alla mercè di qualcun altro." ammise leggermente, il rossore che saliva sul suo volto. Sono sempre in controllo , devo sempre trattenermi in ciò che faccio. Sta sera voglio che sia qualcun altro a dirmi cosa fare e a darmi quello che voglio. Cazzo, Tsumi... non stuzzicarmi. Pensò Jin, facendo scivolare le mani nei morbidi capelli di Tsumi's, assaporandone la sensazione tra le dita. Lo faceva impazzire il fatto di non sapere com'era l'altro ragazzo, ma la cosa aggiungeva fascino e lasciava a Jin la possibilità di immaginare man mano che toccava il corpo di Tsumi.
"Motto," chiese Jin mentre premeva i suoi fianchi contro la mano di Tsumi, desiderando più pressione, "Toccami..."
Tsumi rise leggermente, il suono profondo e inequivocabilmente sexy. Un brivido di eccitazione atraversò il corpo di Jin quando sentì le mani di Tsumi sbottonare la sua cintura e abbassare la zip, mentre le labbra del ragazzo premevano baci appassionati sul suo petto e torso come se stessero tentando di divorare la sua pelle.
Jin sapeva di essere totalmente ipersensibile, ma non riuscì a non gemere con fare bisognoso e a non inarcare i fianchi mentre Tsumi gli tolse i jeans e i boxer, togliendogli infine anche la camicia. Voglio venire adesso...
"Lo vuoi già, non è vero?"sussurrò Tsumi, le sue dita che si avvolgevano attorno all'erezione di Jin accarezzandola lentamente. Jin si lasciò fuoriusicire un sospiro e annuì velocemente, tirando i capelli di Tsumi.
"Allora, apri le gambe."
Jin sentì la sua faccia arrossire e diventare calda, ma quella voce... non poteva dire di no. Mentre Tsumi lo accarezzava lentamente Jin allargò le gambe, le lenzuola erano fredde contro la sua pelle mentre lui si offriva nel più vulnerabile dei modi. Non riuscì a trattenere il suono di sorpresa quando Tsumi si spostò improvvisamente, alzandosi dal letto. Dove vai?
"Non hai idea di quanto sei bello così, Jin." disse Tsumi, e il cantante sentì il rumore della stoffa che scivolava contro la pelle- Tsumi si stava togliendo i pantaloni, e Jin fu tentato di toccarsi e venire, ma in qualche modo riuscì a resistere. Quando Tsumi ritornò da lui, Jin sentì l'altro uomo inginocchiarsi tra le sue gambe, spingendole più di lato per guardare meglio.
Jin girò la testa da un lato, leccandosi le labbra tremanti. Non si era mai sottomesso a nessuno, e non poteva fare a meno di essere nervoso, anche quando le mani calde di Tsumi gli accarezzarono le cosce per tranquillizzarlo. Jin immaginava che l'altro uomo sarebbe stato sicuramente delicato con lui, ma era così impaziente di essere unito a Tsumi che era quasi spaventoso.
"Rilassati." lo incitò Tsumi ancora una volta, la sua voce sicura e melodiosa alle orecchie di Jin. Il cantante strinse le lenzuola tra le dita per allentare la tensione nel suo corpo, il suo respiro si velocizzò quando sentì che Tsumi aveva aperto il cassetto che era stato riempito di lubrificanti, preservativi e altre cose che Jin aveva controllato prima.
"T-Tsumi..." Jin mormorò il nome quando delle dita bagnate raggiunsero la sua apertura; il suo corpo non era abituato a quel tipo di cose, e a meno che non fosse stato distratto da qualcos'altro, non sarebbe mai riuscito a raggiungere l'orgasmo. Ma sembrava che Tsumi lo sapesse; il calore delle sue labbra incontrò quello di Jin e il letto scricchiolò leggermente, una calda lingua scivolò contro quella di Jin mentre un sottile dito premeva in lui.
Ti voglio dentro di me così tanto... come riesci a farmi questo? pensò Jin avvolgendo un braccio attorno al collo di Tsumi, assaporando il dolce odore dell'altro ragazzo mentre veniva gentilmente penetrato dall'indice di Tsumi. Era fastidioso, ma si abituò alla sensazione mentre Tsumi lo distraeva con baci profondi e eccitanti movimenti della lingua contro la sua pelle.
Presto le dita divennero due, e poi tre, e Jin si lasciò completamente andare; quando Tsumi toccò la sua prostata, Jin si lasciò sfuggire un gemito di piacere, inarcandosi sul letto, la benda umida per il sudore.
"Motto, motto..." chiese -no, stava supplicando adesso- desiderando Tsumi come se fosse una droga. Le dita di Jin toccarono ogni centimetro del corpo del ragazzo, trovando i punti che gli procuravano piacere e ricavando gemiti dall'amante che non aveva ancora visto in volto, tentando di memorizzare i luoghi che facevano perdere il controllo a Tsumi.
"Sei pronto." disse Tsumi tra i respiri, il suono riempì Jin di soddisfazione, quasi come il rumore di un preservativo che veniva aperto. Sollevando i fianchi desideroso mentre Tsumi si appoggiava su di lui, Jin si lasciò sfuggire un gemito quando la punta dell'erezione premette contro la sua apertura. Oddio, sta davvero succedendo. Tsumi...
Senza vergogna, Jin nascose la sua faccia nel collo di Tsumi mentre l'altro ragazzo spingeva dentro di lui; faceva male, ma allo stesso tempo era così piacevole, come se fosse posseduto completamente. Qualsiasi pensiero lo lasciò in quel momento, a parte: Tsumi, Tsumi, Tsumi...
"Daijoubu?" la voce di Tsumi era così sexy mentre poneva quella domanda, facendo rabbrividire Jin. Le unghie del cantante affondarono nei fianchi del ragazzo mentre emetteva un suono bisognoso, muovendo i suoi fianchi contro quelli di Tsumi per fargli capire che il fastidio iniziale era passato. Sentì Tsumi sorridere quando le sue labbra premettero contro la fronte di Jin, l'azione quasi troppo dolce nel mezzo della loro unione carnale.
Tsumi incominciò a muoversi lentamente, facendo si che ad ogni movimento il piacere attraversasse il corpo di Jin, la sensazione di venire svuotato e di essere riempito continuamente lo faceva impazzire. Afferrò in una stretta il corpo di Tsumi e quando trovò la forza spinse velocemente verso di lui, adorando il modo in cui il suo corpo tremava quando Tsumi spingeva sempre più in profondità . Oddio...
"Tsumi~~" gemette Jin, inarcandosi per avere più contatto, più forza, più tutto. Una delle mani di Tsumi strinse un suo fianco, usando la stretta come aiuto per spingere in giù Jin sempre più forte finchè il cantante sentì che non riusciva più a respirare, ogni nervo nel suo corpo incendiato dal piacere. Con disperazione fece scivolare una mano tra i capelli di Tsumi e lo tirò verso di se per un bacio profondo, gemendo contro la bocca non vista del ragazzo finchè, finalmente, si arrese e venne tra i loro due corpi con più intensita di qualsiasi altra volta si ricordasse.
Affondando nella sensazione dell'orgasmo, Jin gemette debolmente ad ogni spinta aggiunta mentre Tsumi soddisfava il proprio piacere, l'erezione dell'altro ragazzo ancora meravigliosamente piacevole dentro di lui. Jin fece il suo meglio per muoversi contro ogni spinta anche se il suo corpo era pervaso da una sensazione di pesantezza e di soddisfazione; pochi secondi dopo Tsumi gemette, il suono si incise nella memoria di Jin mentre sentiva il corpo dell'altro ragazzo tremare per il sollievo dell'orgasmo.
Ansimando, Jin si lasciò sfuggire un lamento quando Tsumi si ritrasse, già sentendo la mancanza di quella sensazione. Che cavolo mi ha fatto?
Per un attimo restarono silenziosi; Tsumi si tolse il preservativo usato e accarezzò delicatamente il corpo di Jin, le leggere carezze che calmavano il corpo eccitato del cantante.
"Arigatou." mormorò Jin, mordendosi il labbro inferiore. Sentì Tsumi avvicinarsi, e poi la leggera pressione delle labbra del ragazzo che baciavano gli occhi chiusi di Jin attraverso la benda.
"Non devi ringraziarmi, Jin." rispose Tsumi delicatamente, spostandosi; Jin si rattristò quando sentì l'altro ragazzo vestirsi, arrossendo per la sua stessa delusione. Voglio che resti... ammise nella sua mente, ma sapeva che non poteva dirlo a voce alta.
"Posso chiedere di te di nuovo?" chiese a voce bassa Jin, esitando quando sentì Tsumi avvicinarsi alla porta. Non era partito con quella intenzione quella sera, ma adesso l'opzione gli sembrava molto attraente.
"Hai. Ma certo."
Grazie a dio. Ma ora voglio sapere...
"Tsumi?" chiese, desiderando di non essere lasciato da solo ancora per un po'. Si spostò sul letto e si alzò a sedere, la benda ancora sui suoi occhi.
"Hai, Jin?"
"Mi diresti come ti chiami?" domandò Jin. Sapeva che il nome che gli aveva dato era un nome falso, ma non riusciva a togliersi dalla testa il desiderio di sapere il vero nome del ragazzo che aveva esaudito le sue fantasie e anche di più.
La porta si aprì; Tsumi si stava sicuramente mettendo le scarpe. Ci fu un silenzio che preoccupò Jin, ma poi sentì Tsumi ridere leggermente, probabilmente per la decisione di rivelare l'informazione.
"Hikaru."
La porta si richiuse dietro di lui quando uscì.

**CONTINUA**

venerdì 18 aprile 2008

Fan Fiction: Metropolitana

Capitolo 1

Metropolitana
Shinya

**

Quando apro gli occhi
Non capisco dove mi trovo.
Ci sono delle lenzuola candide a coprirmi
E degli oggetti che non ho mai visto a circondarmi.
Non conosco nessuno che abbia una chitarra in camera
O che abbia una poltrona foderata con una stoffa leopardata.
Non conosco nessuno che abbia una camera del genere.
Allora
Dove mi trovo?
Dove sono?
Che ho combinato ieri?
Chiudo gli occhi
Cercando di ricordare
E delle immagini fugaci mi corrono davanti agli occhi.
Sho che mi fissa incredulo.
Io che urlo.
Che mi sento umiliato.
Che butto via lo spazzolino.
Che recupero di fretta le mie cose.
Che esco da casa sua.
Che vago
Senza meta
Fino ad incontrare NAGI.
Poi io e lui
In camera
E io che lo prendo con forza.
Con cattiveria.
Riapro gli occhi.
Ho violentato NAGI…
Che cosa sono diventato…?
Che mi sta succedendo?
Nessun rifiuto mi aveva mai distrutto così…
Perché?
Perché Sho deve essere così importante per me?
Perché?
Porto le mani agli occhi e le piggio forte
Sperando che le lacrime si ricaccino indietro.
Vorrei fuggire da questa realtà
Ma non posso.
Non sono il protagonista di uno degli stupidi cartoni che guarda Sho…
Non posso modificare il passato…
Non posso…
Cancellare…
Non posso…
“Ti sei svegliato, finalmente?”.
NAGI!
Sbarro gli occhi
E mi trovo subito a fissare i suoi.
“Pensavo non volessi svegliarti più. Ieri sera mi sei caduto addosso come un sacco di patate”.
“Scusa…” dico.
“Non preoccuparti”.
“No, per tutto… per il resto… insomma… per…”.
Non so neanche io cosa dire.
“Non preoccuparti. Non eri in te. Ma se lo rifai ti svago i denti”.
Mi minaccia con un pugno scherzoso
E un occhiolino.
Non ce l’ha con me.
Meno male...
"Scusa davvero".
"Non c'è problema. Te l'ho già detto".
Io sorrido.
O almeno ci provo.ha con me.
no.
pugno scherzoso
un sacco di patate"he guarda Sho...
"Mi dici cosa è successo veramente?".
Veramente?
Cosa sa?
Chi gliel'ha detto?
Sho?
Impossibile...
"In che senso?".
"Ho preso in prestito il tuo cellulare, prima. Ho spulciato tra le ultime chiamate e c'era solo Sho... così ho chiamato lui. E mi ha chiesto, tutto trafelato, dove fossi" fa un sorrisetto, questa vipera bastarda, e mi fissa negli occhi con ironia "Così gli ho detto che eri a casa mia... e che mi ero preso cura io di te...".
Cosa?
"Vaffanculo, NAGI! Che cazzo gli sei andato a dire?".
Adesso la situazione peggiorerà pure!
Se almeno mi aveva creduto
Se almeno aveva creduto che era vero che lo amo
Adesso penserà che sono un bugiardo.
Che ho trovato subito qualcuno con cui rimpiazzarlo!
Merda!
Merda
Merda
Merda!
"La verità".
Sorride.
Beffardo.
E se avessi abbastanza forza per alzarmi
Verrei lì e ti spaccherei i denti, brutta puttana.
"Che ti ho incontrato, ti ho portato a casa mia e abbiamo fatto sesso".
Lo ammazzo!
Lo ammazzo!
"Brutto stronzo...".
Lui ride.
"Credevi forse che non sapessi?" mi fissa negli occhi con biasimo "Credi forse che non so che stavi con Sho? Mi reputi così idiota?" ride "Eppure, mio caro, è così evidente che lo ami! Ti si legge in faccia! Sei così palese! Quasi vomitevole!".
Lo fisso.
Vorrei spaccargli il muso.
E lo faccio.
Mi alzo con uno scatto
Mi paro davanti a lui
E gli do un destro assurdo
Che lo sbatte al muro.
Lui mi fissa con sfida.
Si asciuga il labbro che sanguina.
"Dopotutto... hai pure il coraggio di picchiarmi? Dovresti solo ringraziare che non ho chiamato la polizia... dopo quello che hai fatto".
Sorrido.
Cattivo.
Con l'espressione più maligna che riesco a trovare.
"Come se ti dispiacesse essere scopato. Vaffanculo. Nessuno ti avrebbe preso sul serio. Sei un attore porno, ricordi? Il sesso è il tuo mestiere. Se hai il culo sfondato non è di certo colpa mia".
NAGI sgrana gli occhi.
Non se lo aspettava.
Non da me.
Che di solito sono tranquillo
E mi faccio gli affari miei.
Ma lo sono
Finché uno non mi provoca.
A quel punto
Posso anche diventare l'essere più cattivo della terra.
"Beh... puoi anche picchiarmi... ma ormai il tuo Sho... lo hai perso...".
Mi tocca nel punto più doloroso.
Per ferire.
Per far male.
Per uccidermi.
Vorrei gridare e spaccare tutto.
Ma non posso.
Non posso.
"L'avevo perso già da prima" rispondo.
Non gli darò mai la soddisfazione di dire che è stato lui a farci lasciare.
Mai.
Afferro le mie cose e prendo la porta.
Esco in men che non si dica e corro per la strada come un forsennato.
Sento il telefono nella mia tasca squillare.
Mi fermo e lo afferro.
Guardo il nome sul display.
Sho.
Il cuore mi batte all'impazzata.
Vorrei rispondere subito
Senza aspettare
Ma non ne ho il coraggio.
E se mi dice delle cose orribili?
Se non mi dice quello che spero?
Se mi dice che mi odia...
Dio...
Cosa faccio?
Non lo so cosa potrei fare...
Il telefono però continua a squillare.
Non voglio nemmeno che la chiamata si interrompa senza che io abbia risposto.
Potrebbe pensare che non voglio parlare con lui.
Che lo faccio apposta a non rispondergli.
Quindi mi decido.
Premo il tasto della cornetta vedre
E la musica di Utada Hikaru si spegne
Avviando così la chiamata.
Mi porto il telefono all'orecchio con una lentezza esasperante
E quando ce l'ho vicino
Sussurro:
"... pronto...?".
"Hikaru! Sono io, Sho!".
Lo so chi sei, dannazione
Lo so.
Per questo mi tremano così le gambe.
"E' da ieri sera che cerco di chiamarti. Dove sei?".
"Io... non lo so... sono... davanti a un grosso grattacielo...".
"Hikaru, ci sono migliaia di grossi grattaceli a Tokyo".
E' spazientito.
"Lo so. Ma non so davvero dove sono...".
"Senti, fai una cosa, raggiungi l'imbocco della Metropolitana, il primo che trovi, e dimmi che uscita è. Ti raggiungo io".
Mi muovo a tentoni, cercando l'imbocco di una Metropolinata.
Dopo qualche minuto ne trovo una.
Shibuyaku Nord.
"Sono a Shibuyaku Nord".
"Okay. Aspettami lì e non ti muovere. Cerco di fare più in fretta che posso".
Chiude la chiamata senza darmi il tempo di replicare.
Perché vuole vedermi?
Cosa vuole dirmi?
Cosa vuole dire più di quello che ha detto il suo silenzio?
Sento le gambe tremare.
Ho paura.
Non voglio affrontarlo.
Non sono pronto.
Come faccio?
Me lo sto ancora chiedendo quando sento il suo famigliare calore arrivarmi dalla spalla a tutto i corpo
Mentre la sua mano mi tocca
Per richiamare la mia attenzione.
Alzo di scatto lo sguardo
E vedo il suo preoccupato.
"Finalmente ti ho trovato" mi dice.
"Scusa".
"Perchè sei scappato ieri sera?" mi chiede
Mentre si siede di fianco a me, sulla panchina pocco distante dall'uscita delle Metro.
"Che altro avrei dovuto fare?".
Già, che altro?
Dopo che mi hai guardato in quel modo.
Dopo che sei stato in silenzio.
Cosa avrei dovuto fare?
"Starmi ad ascoltare, ad esempio".
"Ero già stato umiliato abbastanza".
"Come sai che ti avrei umiliato? Sai forse cosa volevo dirti?".
E me lo domandi?
Dopo quello che hai fatto?
O meglio
Che NON HAI FATTO!
"Che non provi le stesse cose per me, che ti dispiace e che se voglio possiamo rimanere amici e bla bla bla... le classiche scuse per scaricare una persona".
"Non volevo dirti questo?".
"Certo, magari non proprio così. Magari sei tanto bravo da inventarti addirittura qualcosa di originale per mollarmi, ma il succo della faccenda è quello lì..." sorrido amaramente "Non serve che ti impegni. So che vuoi moll...".
Non riesco a finire.
La sua bocca è sulla mia
Nel più dolce dei baci ricevuti.
Sento le sue labbra umide posate con forza sulle mie, secche per la tensione che avverto.
Il suo respiro mi solletica una guancia
E io vorrei solo che il tempo si fermasse.
Adesso.
In questo momento.
Quando le nostre labbra sono incollate
Come i nostri occhi.
Aperti.
Che si fissano.
Ma lui si stacca da me
E io non so che dire.
Balbetto qualche idiozia.
Non so neanche cosa sto dicendo.
"Lo hai fatto per zittirmi?" chiedo.
"No".
"E allora perchè?".
Il suo braccio intorno alle mie spalle mi sta mandando a fuoco.
Non capisco nulla...
"Perchè ti amo..." sussurra piano.
Ha le guance scarlatte.
Il mio cuore batte all'impazzata.
"Non è possibile...".
Non lo è davvero.
Non può essere.
"Come no?" mette il broncio lui.
"Ieri sera eri terrorizzato... volevi fuggire... lo so... te lo leggevo in faccia... non può essere cambiato molto... in appena una sera".
"Ieri sera mi hai colto alla sprovvista. Non credevo potessi dirmelo. A dire il vero non credevo nemmeno che qualcuno potesse mai innamorarsi di me...".
Ma che sta dicendo?
Si rende conto che sta sparando un mucchio di stronzate?
Come fa a dire
Che credeva impossibile
Che qualcuno si innamorasse di lui?
Ma si è visto?
Se ne rende conto di quanto è bello?
"Eppure lo hai fatto. E, cazzo, mi hai colto alla sprovvista, davvero. Non me lo aspettavo sul serio. Non sapevo che rispondere semplicemente perchè non avevo ancora capito cosa provavo esattamente per te. Ci avevo riflettuto sopra parecchio, ma non avevo trovato una vera risposta. Sapevo che ti volevo bene, ma non sapevo dove finisse il bene e iniziasse l'amore...".
"E come hai fatto a capirlo adesso?".
La voce mi trema.
Non può essere vero.
Me lo sta dicendo sul serio?
Mi sta seriamente dicendo che mi ama?
"Quando stamattina NAGI mi ha chiamato ho capito subito che qualcosa non andava... e quando mi ha raccontato quello che era successo ho sentito una gelosia immonda salire a incendiarmi le vene. E, Hikaru, ringrazia che non ti ammazzo... comunque... grazie a quella telefonata ho capito che ti amo. Che tengo davvero a te. Che sei importante".
Mi fa una carezza su una guancia.
"La cosa più importante per me".
Scoppio a piangere come un deficente
Ed e' davvero così che mi sento
Ma non posso farne a meno.
Lui sorride e mi abbraccia con amore.
Adesso posso dirlo.
Con amore.
Finalmente.
"Se becco NAGI lo polverizzo...".
Sorrido.
"C'ho già pensato io" gli comunico.
Lui fa una faccia interrogativa.
"Gli ho dato un destro in faccia e della puttana".
"Oh, ottimo!" sorride lui, abbracciandomi stretto.
Anche io sorrido.Lo bacio sulla bocca.
"Ti amo, Sho, ti amo tantissimo...".
Lui mi sorride e mi bacia.
"Anche io. Ma molto più di te!".
"Cosa? E perchè?".
Lui si alza in piedi mentre scoppia a ridere
E tenendomi la mano
Mi trascina su.
"Perchè io sono più passionale di te!".
"Non dire idiozie!" gli ribatto
Mentre ci avviamo
Fianco a fianco
All'imbocco della Metropolitana
Pronti ad una nuova vita
Insieme.

**FINE**