mercoledì 9 aprile 2008

Fan Fiction: Conoscersi

Capitolo 1

Conoscersi
Shinya

**

“Allora, mi dici cos’hai oppure no?”.
E’ mezz’ora che non fa altro che domandarmelo.
Ma in fondo non posso mica biasimarlo…
Dopo le condizioni in cui sono arrivato qui a casa sua ieri sera, mi pare il minimo che lui mi faccia delle domande.
Ma a me non va proprio di parlare di quello che è successo.
“Niente…” ripeto.
Sarà la trecentesima volta che dalla mia bocca esce questa parola.
“Hikaru… non prendermi per il culo…” mi ringhia contro Sho, irritato.
“Peccato… mi piace tanto…” dico allusivo, con un sorriso ironico sul viso, memore di tutte le scopate che abbiamo fatto sui Set (e fuori).
Sho mi guarda, irritato, ma non riesce a non emettere uno sbuffo divertito.
“Ma ti piace molto di più se sono io a prendere te” ribatte lui, poggiando la testa sul palmo aperto della mano, sdraiato su un lato per guardarmi in faccia.
Siamo stesi sul suo futon.
Sono le tre del pomeriggio e noi siamo ancora in pigiama.
O almeno di quello che ne rimane.
Adesso c’è solo un groviglio di coperte e i nostri vestiti abbandonati qua e là.
Se ieri sera avevo detto che non me la sentivo di fare sesso, stamattina la pensavo esattamente l’opposto.
Per questo l’ho praticamente stuprato.
Lo so…
Lo so.
Sono incoerente.
Ma svegliatevi voi con tanto ben di Dio vicino (nonostante la maglietta con quel coso verde e nasone stampato sopra…) e poi ditemi se vi viene voglia o no di farci del sano ed eccitante sesso mattutino.
Ma anche se è compreso in tutto l’arco della giornata, serata e nottata, a me sta bene lo stesso…
Al mondo non c’è niente di più bello del sesso.
Soprattutto se fatto con chi ti piace.
E a me Sho piace.
Tanto.
Così tanto da averglielo pure detto.
Io
Che sono l’essere meno romantico della Terra.
Io
Che non ho neanche mai detto a mio padre e mia madre di volergli bene.
Io
Che non è che gli ho detto che lo amo…
(anche se è così, ma lui non lo sa)
Ma quando gli ho detto che mi piaceva, gli ho detto che gli voglio bene.
Non gliel’ho più detto da allora.
E non è che sia passato poi troppo tempo…
Sono appena tre mesi che stiamo insieme, ma so che a lui piacerebbe.
Però potrebbe sforzarsi anche lui, un pochettino…
Mi ha detto anche lui che mi vuole bene.
Me lo ripete spesso.
Ma non che mi ama.
Sinceramente penso che non mi ami affatto.
Sicuramente gli piaccio.
Sicuramente adora il mio corpo.
Ma non credo mi ami.
O almeno non come lo amo io.
Ma per il momento posso anche accontentarmi…
Per il momento…
“Non te lo dirò”.
“Perché no?” mi chiede lui.
Sa che sono un osso duro.
“Perché non voglio”.
Non voglio davvero.
“Scusa tanto, ma se non dici queste cose al tuo ragazzo, a chi le dici?” mi chiede.
Il suo ragionamento non fa una grinza, ma io non ho intenzione di dargli soddisfazione.
Ormai è diventata una sfida a chi cede prima.
“Non essere bastardo a buttarla su quel piano…” gli dico.
Lui sbuffa, stufo, e si lascia cadere pesantemente sul materasso pancia all’aria.
Porta le braccia dietro la nuca e fissa il soffitto.
Non parla né mi guarda.
E mi irrita.
E lo sa.
Per questo si sta comportando così.
“Va bene” dico, sconfitto “Te lo dirò!”.
“Evviva!” si entusiasma lui, come i bambini, con quel sorriso bello e tenero.
E diciamo che comunque la sua indole prende pressoché sempre esempio da quelli alti meno di un metro…
“Ieri a casa dei miei è arrivato il DVD dell’ultimo Film che abbiamo girato…”.
La sua espressione si fa subito guardinga e attenta.
“Non so perché l’hanno mandato lì… giuro che quando vedo quelli della redazione gliene dico quattro…”.
“Non farti licenziare, però” mi riporta lui in carreggiata.
“Hai paura che mi allontanino da te?” ridacchio, ironico.
“Ovvio. Sei il mio ragazzo” risponde lui con un candore tale da lasciarmi senza fiato.
Vorrei baciarlo.
E lo faccio.
Lo divoro.
E vorrei non staccarmi mai da lui.
Ma anche noi attori porno abbiamo bisogno d’aria, quindi alla fine mi stacco.
Anche se a malincuore.
“Uhm, che bello!” ride Sho “Devo dirti cose romantiche più spesso se poi mi baci così!”.
Dio se ti stupro tra cinque minuti…
Fammi finire di spiegare e ti violento!
“Comunque! Dicevo…” ricomincio, perché altrimenti veramente lo butto giù e chi si è visto si è visto! “E’ arrivato il DVD a casa dei miei e hanno aperto il pacchetto, trovandosi davanti la copertina con me nudo che faccio un pompino ad uno… poco equivocabile… quindi quando sono andato da loro per cena, mi hanno subito piantato davanti alla faccia il DVD e hanno chiesto spiegazioni”.
“E tu hai esagerato… come al solito!” dice lui che anche se non sa come è andata a finire, mi conosce abbastanza bene da sapere che parlo a sproposito quando mi incazzo.
“Esatto. Li ho mandati entrambi e ‘fanculo e ho detto loro che mi piace essere inculato dagli uomini…” dico, mentre la voce mi si affievolisce.
A ripensarci adesso provo una gran vergogna!
Sono pur sempre i miei genitori!
E queste cose a un genitore non si dicono!
Ma davvero gliele ho detto?
L’ho fatto sul serio?
Mi sta per venire un attacco epilettico…
“Ma complimenti!” scoppia a ridere Sho, tenendosi la pancia.
Ride così forte che ho paura crolli giù questa catapecchia che lui chiama casa!
E se cade
Spero lo faccia sul suo enorme cranio vuoto
Così la pianta di ridere delle mie disgrazie!
L’idiota!
“Piantala di ridere! Non c’è un cazzo di cui essere divertiti!” lo sgrido, furioso.
Sono girato a pancia in giù, poggiato sui gomiti.
Lo sto guardando malissimo, ovviamente.
“Il cazzo c’entra tutto!” mi fa notare lui, tra le risa.
“E smettila!” dico, dandogli una botta sul braccio.
“Okay, okay… la smetto…” dice, cercando di piantarla di ridere.
Adoro la sua risata.
Ma non quando è rivolta a prendere per il culo me!
“Ecco, bravo!” dico io, dandogli un’altra botta sul braccio.
“Antipatico…” mi dice lui, guardandomi male.
Io gli faccio la linguaccia.
Poi cala il silenzio.
Che io interrompo quasi subito.
“Che pensi debba fare?”.
“Beh, se io avessi detto una cosa del genere a mia madre e mio padre, credo mi avrebbero ucciso… se sei ancora vivo, ringrazia Buddha e sii felice!” ride.
“Questo sarebbe un parere?” chiedo, irritato dalla sua mancanza di tatto delle situazioni.
“Hikaru, quelli sono i tuoi genitori… che tu ci creda o no, ti vorranno bene sempre, qualsiasi cosa fai! E poi non hai mica ammazzato nessuno! Ti piace il sesso, gli uomini, e fai l’attore porno per film gay! Amen! Prima o poi capiranno che è meglio un figlio porno divo che un figlio assassino!” mi spiega, tranquillo.
“I tuoi cosa hanno detto quando lo hanno saputo?” chiedo.
Effettivamente questa è una cosa di cui non abbiamo mai parlato.
Ma se prima mi andava bene perché entrambi non sapevamo nulla della situazione dell’altro, adesso io sono svantaggiato perché lui sa e io no.
“Mia madre è diventata isterica e mio padre mi ha dato un pugno sui denti. Non ci siamo parlati per mesi e poi mamma mi ha chiamato, per il mio compleanno, e si è comportata come al solito e ho capito che voleva provare a parlare con me. Quando sono andato a casa dei miei per prendere il regalo, papà non mi ha rivolto parola ma non mi ha cacciato via e questo è bastato” mi spiega, in quelle sue sintesi irritanti.
“E adesso?” chiedo.
“Adesso mio padre comincia a risalutarmi. Penso che debba solo mettere da parte il suo orgoglio…”.
“Il suo orgoglio? Che c’entra il suo orgoglio?”.
Perché ha la capacità di confondermi?
“Beh, ha fatto un figlio omosessuale. Quando l’ha scoperto credevo ci rimanesse. Invece è ancora vivo. Il che fa ben sperare che un giorno possa passargli…” mi sorride, fissandomi negli occhi.
“Quindi secondo te tuo padre è ferito nell’orgoglio perché non è stato in grado di fare un figlio etero?”.
Questa cosa mi sconvolge…
“Probabile…” commenta, asciutto.
Poi si alza a sedere e mi bacia la fronte.
“Hai sete?” mi chiede, carezzandomi la nuca con la sua mano grande.
Annuisco.
Poi lo bacio.
“L’acqua va bene?” mi chiede, baciandomi.
“Sì” dico.
Lo bacio di nuovo.
“Okay”.
Mi bacia e si alza.
Si dirige in cucina, completamente nudo, e ovviamente a me non dispiace affatto.
Io intanto mi porto seduto e incrocio le gambe.
Anche io sono completamente nudo.
Lo sento trafficare in cucina e alla fine mi decido a chiedergli: “Quindi secondo te anche mio padre è ferito nell’orgoglio?”.
“Penso che tuo padre ti voglia molto bene e che sia solo sconvolto. Trovarsi davanti alla ‘scena’, la ‘messa in atto’, diciamo dell’evento, lo abbia sconvolto. Idem per tua madre. Vedrai che ti perdoneranno presto”.
“Lo spero… mi è sempre dispiaciuto dargli una delusione…” sussurro.
Lui torna con i bicchieri d’acqua sulle mani.
“Vedrai che tra poco gli passerà!” mi rassicura, annuendo e sorridendo mentre mi porge il bicchiere con l’acqua.
“Grazie…” dico piano.
Per l’acqua.
Per le tue parole.
Perché sei qui con me adesso.
Vorrei dirglielo, ma basta che lui capisca che lo ringrazio per l’acqua e le sue rassicurazioni.
La terza cosa può anche non saperla, per il momento…
“No problem!” ride, sedendosi vicino a me, poggiando il braccio libero sul materasso e poggiando lì tutto il peso del suo corpo, piegando leggermente le gambe.
“Non fare l’internazionale che non sai spiccicare una parola d’inglese!” lo sfotto.
“Senti chi parla!” mi dice, sorseggiando l’acqua.
“Tu stia comunque peggio di me…” gli faccio notare “Non ti ricordo nemmeno come si saluta per dare la buonanotte…”.
“Ma cosa vuoi? Io ho finito a strozze e bocconi il liceo! Tu hai fatto l’università!”.
“Sì, per un anno. Buttato via, tra l’altro…”.
“Beh, meglio di niente! Se non sbaglio avevi dato pure sei esami…”.
“Come fai a sapere tutte queste cose?” gli chiedo.
Effettivamente è assurdo che le sappia.
Io non gliene ho mai parlato.
Era uscito fuori una volta che avevo fatto per un anno l’università, ma non avevo aggiunto niente a riguardo.
Sinceramente non mi piace parlare di quel periodo.
Lo definirei uno dei più infelici della mia vita…
“Beh, ho visto l’Hikaru Only Shiny Star! C’è la tua storia sul retro della copertina!” ride, imbarazzato.
Io sono incredulo.
“Che hai fatto?” chiedo, sconcertato.
Non so se ridere o piangere.
“Me ne sono fatto dare una copia!” ride ancora “Volevo proprio vederlo quel DVD!”.
“Maiale…” lo sfotto, scoppiando a ridere “Sei l’unico porno divo che guarda i porno in cui lui non c’è!”.
“Ma che c’entra? A me piace guardarti…” mi dice, fissandomi negli occhi, e io sento che la mia faccia sta cominciando a bruciare “E di solito è facile farlo perché giriamo sempre insieme, ma io in quel DVD non c’ero!”.
“Ma io c’ero nel tuo, se non sbaglio…” dico, pensandoci su.
E’ solo una farsa.
So perfettamente che ci sono.
Ho visto quel DVD ottomiliardi di volte…
Ho tutti i DVD dove c’è Sho.
Che io ci sia o meno.
Ovviamente lui non lo sa.
E non deve saperlo!
“Sì, c’eri” dice lui, risoluto.
Sì, ed è stata una delle scopate più belle che abbiamo fatto.
Ma la migliore rimane quella di LUXE II.
Cazzo se ero eccitato…
Stavo per venire solo a guardarti…
“Sì, infatti” annuisco.
“Okay…” dice Sho, poggiando il suo bicchiere vuoto a terra e prendendo il mio ancora mezzo pieno per posarlo vicino al suo “Adesso che sei più tranquillo e che hai scoperto che guardo i tuoi porno durante il tempo libero oltre ai Teletubbies, non credi sia ora di fare del sano sesso per dimostrarci quanto ci piacciamo?”.
Ha la faccia sorniona e quell’espressione arrapata di chi non vede l’ora di mettermi le mani addosso.
E io voglio esattamente questo.
Gli sorrido.
Mi propendo verso di lui.
Gli abbraccio la nuca.
E lo bacio.
Lui sorride nel mio bacio.
Mi stringe.
E io sento di amarlo sempre di più…

**CONTINUA**

Nessun commento: