Capitolo 1Capitolo 2
Oblio
Shinya
**
Voglio morire…
Che qualcuno mi uccida…
Non può essere possibile…
Non può…
Non adesso…
Che avevo finalmente deciso
A confessargli i miei veri sentimenti…
Perché?
Perché
Non deve amarmi?
Perché?
Cos’ho sbagliato?
Perché l’unica persona al mondo che volevo si innamorasse di me
Non lo fa?
Perché?
PERCHE’, dannazione!
Non capisco più nulla.
Non so neanche dove sono.
Dove cazzo mi trovo?
Non ricordo neanche che direzione ho preso.
Una volta uscito da casa di Sho
Dove sono andato?
Dove mi sono diretto?
Che posto è questo?
Non conosco questo quartiere…
Cazzo.
“Hikaru?”.
Mi volto.
NAGI.
Davanti a me.
Col suo solito giacchino beige
E la sua faccia da schiaffi.
E’ sconcertato.
Mi guarda con gli occhi di fuori.
Ma non posso biasimarlo.
Non devo essere un bello spettacolo…
Avrò gli occhi lucidi e gonfi,
la bocca cerchiata di rosso,
il naso paonazzo
e l’aria stravolta.
Penso che NAGI non mi abbia mai visto neanche arrabbiato
Figuriamoci così sconvolto.
“Hikaru…” mi chiama di nuovo, piano “Che succede? Stai male?”.
Sì, sto male.
Malissimo.
Vorrei morire.
“No”.
Non è vero.
E’ una bugia.
Ma non voglio raccontarlo a lui.
Non proprio a lui
Che vuole scoparsi quello che fino a mezz’ora fa
Era il mio ragazzo.
Quello che vuole scoparsi colui
Che nonostante il freddo silenzio
Amo ancora.
Più di prima.
Cazzo.
“Sei sicuro?”.
“Sì”.
No.
Non lo sono.
Sto male.
Voglio morire…
E’ stare bene, questo?
Non credo.
Ma so che una volta che sarò morto
Sarò felice…
“Hikaru, non sembri stare bene affatto”.
Non ti avvicinare.
Non toccarmi.
Non mettere la tua mano sul braccio
Con la stessa faccia e la stessa impaurita lentezza
Che ha usato prima Sho.
Non farlo.
Ti prego.
“Sto bene. Non voglio parlarne. Andiamo a casa tua”.
Lui mi fissa.
“Okay”.
Quando vi arriviamo
C’è sua madre ad accoglierci.
“Tesoro, non pensavo portassi ospiti…”.
“Non preoccuparti, mamma. Abbiamo già cenato” risponde lui.
Non è vero.
O almeno io non ho cenato.
Ma tanto non ho comunque fame.
Non mi entrerebbe niente nello stomaco, in un momento come questo.
“Ah, d’accordo…” dice lei, un po’ basita.
“Noi saliamo in camera. Non disturbarci” la ammonisce NAGI.
Lei annuisce e noi saliamo le scale per arrivare alle camere da letto.
“Non sapevo vivessi con tua madre in una casa a due piani”.
“Non sai un sacco di cose di me”.
“Anche tu ci sono tante cose di me che non sai”.
Troppe.
Ma va bene così.
“Infatti”.
Apre la porta della sua camera e vi entro.
Non guardo niente.
Non me ne frega un cazzo dell’arredamento.
Individuo il letto e mi ci butto a pancia in giù.
Affondo la faccia nel materasso
E vorrei piangere ancora
Ma non posso farlo davanti a NAGI.
Non posso.
Non voglio.
“NAGI…”.
“Che c’è?”.
“Fa sesso con me”.
Mi odio.
Mi sto odiando follemente.
Ma non mi importa.
Voglio solo cancellare per un attimo l’immagine di Sho che mi fissa incredulo.
Voglio solo cancellare il suo sguardo perso quando gli ho detto che lo amo.
Voglio cancellarlo.
Non voglio averlo più davanti alla faccia.
Voglio perdermi nell’oblio del sesso
E dimenticare
Per un po’
Che quello che ho vissuto non sia reale.
Illudermi
Che non sia successo davvero.
Illudermi
Che la persona sotto di me
Che adesso sto baciando sul collo e spogliando
Sia Sho
E non NAGI.
Che sia Sho
Che amo
E non NAGI
Che disprezzo.
Ma non mi importa.
Voglio solo vendermi
E cancellare
Per un po’…
Solo per un po’…
“Hikaru…”.
Tenta di baciarmi sulla bocca.
Gli blocco la faccia con la mano.
“Non ti azzardare”.
Non voglio.
Non voglio che mi baci la bocca.
Non lo sopporto.
Non deve.
Possiamo fare sesso,
può prendermi,
farmi male,
tutto quello che vuole.
Ma i baci
I baci
Sono solo per chi amo davvero.
“Non sarebbe la prima volta che ci baciamo”.
“Non ti ho mai baciato perché lo volevo. Era il copione che ci obbligava” gli ricordo.
“D’accordo… come vuoi… non sai che ti perdi!” ammicca.
Lo odio.
Vorrei ucciderlo.
Fargli male.
Malissimo.
E lo faccio.
Gli tiro giù i pantaloni e i boxer con un unico movimento
Slaccio i miei
E lo penetro
Senza prepararlo
Senza cura
Senza dargli la minima importanza.
Perché di lui
Effettivamente
Non me ne frega un cazzo.
Non mi importa se urla
Se si aggrappa a me disperatamente
Mentre sente il corpo spaccato in due.
Mentre vorrebbe solo che io smettessi.
Non me ne frega un cazzo.
Io voglio solo dimenticare.
Dimenticare tutto…
Sho…
I miei sentimenti…
Questi quattro mesi insieme…
Le sue premure…
I suoi gesti…
I suoi baci…
I suoi occhi…
I suoi stupidi indumenti disegnati…
Il suo sorriso…
Che è la prima cosa che ho amato di lui
Vorrei cancellarli.
Per sempre.
E mentre spingo sempre più forte
E NAGI stringe sempre di più i denti
Sento che i sensi mi stanno abbandonando
E raggiungendo l’orgasmo
Cado su NAGI
Senza forze
Privo di sensi
Finalmente preda dell’oblio…
**CONTINUA**
Shinya
**
Voglio morire…
Che qualcuno mi uccida…
Non può essere possibile…
Non può…
Non adesso…
Che avevo finalmente deciso
A confessargli i miei veri sentimenti…
Perché?
Perché
Non deve amarmi?
Perché?
Cos’ho sbagliato?
Perché l’unica persona al mondo che volevo si innamorasse di me
Non lo fa?
Perché?
PERCHE’, dannazione!
Non capisco più nulla.
Non so neanche dove sono.
Dove cazzo mi trovo?
Non ricordo neanche che direzione ho preso.
Una volta uscito da casa di Sho
Dove sono andato?
Dove mi sono diretto?
Che posto è questo?
Non conosco questo quartiere…
Cazzo.
“Hikaru?”.
Mi volto.
NAGI.
Davanti a me.
Col suo solito giacchino beige
E la sua faccia da schiaffi.
E’ sconcertato.
Mi guarda con gli occhi di fuori.
Ma non posso biasimarlo.
Non devo essere un bello spettacolo…
Avrò gli occhi lucidi e gonfi,
la bocca cerchiata di rosso,
il naso paonazzo
e l’aria stravolta.
Penso che NAGI non mi abbia mai visto neanche arrabbiato
Figuriamoci così sconvolto.
“Hikaru…” mi chiama di nuovo, piano “Che succede? Stai male?”.
Sì, sto male.
Malissimo.
Vorrei morire.
“No”.
Non è vero.
E’ una bugia.
Ma non voglio raccontarlo a lui.
Non proprio a lui
Che vuole scoparsi quello che fino a mezz’ora fa
Era il mio ragazzo.
Quello che vuole scoparsi colui
Che nonostante il freddo silenzio
Amo ancora.
Più di prima.
Cazzo.
“Sei sicuro?”.
“Sì”.
No.
Non lo sono.
Sto male.
Voglio morire…
E’ stare bene, questo?
Non credo.
Ma so che una volta che sarò morto
Sarò felice…
“Hikaru, non sembri stare bene affatto”.
Non ti avvicinare.
Non toccarmi.
Non mettere la tua mano sul braccio
Con la stessa faccia e la stessa impaurita lentezza
Che ha usato prima Sho.
Non farlo.
Ti prego.
“Sto bene. Non voglio parlarne. Andiamo a casa tua”.
Lui mi fissa.
“Okay”.
Quando vi arriviamo
C’è sua madre ad accoglierci.
“Tesoro, non pensavo portassi ospiti…”.
“Non preoccuparti, mamma. Abbiamo già cenato” risponde lui.
Non è vero.
O almeno io non ho cenato.
Ma tanto non ho comunque fame.
Non mi entrerebbe niente nello stomaco, in un momento come questo.
“Ah, d’accordo…” dice lei, un po’ basita.
“Noi saliamo in camera. Non disturbarci” la ammonisce NAGI.
Lei annuisce e noi saliamo le scale per arrivare alle camere da letto.
“Non sapevo vivessi con tua madre in una casa a due piani”.
“Non sai un sacco di cose di me”.
“Anche tu ci sono tante cose di me che non sai”.
Troppe.
Ma va bene così.
“Infatti”.
Apre la porta della sua camera e vi entro.
Non guardo niente.
Non me ne frega un cazzo dell’arredamento.
Individuo il letto e mi ci butto a pancia in giù.
Affondo la faccia nel materasso
E vorrei piangere ancora
Ma non posso farlo davanti a NAGI.
Non posso.
Non voglio.
“NAGI…”.
“Che c’è?”.
“Fa sesso con me”.
Mi odio.
Mi sto odiando follemente.
Ma non mi importa.
Voglio solo cancellare per un attimo l’immagine di Sho che mi fissa incredulo.
Voglio solo cancellare il suo sguardo perso quando gli ho detto che lo amo.
Voglio cancellarlo.
Non voglio averlo più davanti alla faccia.
Voglio perdermi nell’oblio del sesso
E dimenticare
Per un po’
Che quello che ho vissuto non sia reale.
Illudermi
Che non sia successo davvero.
Illudermi
Che la persona sotto di me
Che adesso sto baciando sul collo e spogliando
Sia Sho
E non NAGI.
Che sia Sho
Che amo
E non NAGI
Che disprezzo.
Ma non mi importa.
Voglio solo vendermi
E cancellare
Per un po’…
Solo per un po’…
“Hikaru…”.
Tenta di baciarmi sulla bocca.
Gli blocco la faccia con la mano.
“Non ti azzardare”.
Non voglio.
Non voglio che mi baci la bocca.
Non lo sopporto.
Non deve.
Possiamo fare sesso,
può prendermi,
farmi male,
tutto quello che vuole.
Ma i baci
I baci
Sono solo per chi amo davvero.
“Non sarebbe la prima volta che ci baciamo”.
“Non ti ho mai baciato perché lo volevo. Era il copione che ci obbligava” gli ricordo.
“D’accordo… come vuoi… non sai che ti perdi!” ammicca.
Lo odio.
Vorrei ucciderlo.
Fargli male.
Malissimo.
E lo faccio.
Gli tiro giù i pantaloni e i boxer con un unico movimento
Slaccio i miei
E lo penetro
Senza prepararlo
Senza cura
Senza dargli la minima importanza.
Perché di lui
Effettivamente
Non me ne frega un cazzo.
Non mi importa se urla
Se si aggrappa a me disperatamente
Mentre sente il corpo spaccato in due.
Mentre vorrebbe solo che io smettessi.
Non me ne frega un cazzo.
Io voglio solo dimenticare.
Dimenticare tutto…
Sho…
I miei sentimenti…
Questi quattro mesi insieme…
Le sue premure…
I suoi gesti…
I suoi baci…
I suoi occhi…
I suoi stupidi indumenti disegnati…
Il suo sorriso…
Che è la prima cosa che ho amato di lui
Vorrei cancellarli.
Per sempre.
E mentre spingo sempre più forte
E NAGI stringe sempre di più i denti
Sento che i sensi mi stanno abbandonando
E raggiungendo l’orgasmo
Cado su NAGI
Senza forze
Privo di sensi
Finalmente preda dell’oblio…
**CONTINUA**

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