martedì 15 aprile 2008

Fan Fiction: Primo Appuntamento

Capitolo 1


Primo Appuntamento
Shinya

**

L’insofferenza
Di non potergli dire cosa provo davvero
Mi logora dentro.
Ma pur di non perderlo
Posso anche aspettare.
Posso ancora aspettare.
Un altro po’
Ce la posso fare
Ad aspettare.
O almeno
Ci provo.
“Hikaru”.
Mi volto verso di lui
Che se ne sta alla finestra
A fumare una sigaretta.
“Che c’è?”.
Cambio di nuovo canale.
Non c’è mai un cazzo in televisione…
Che palle…
“Senti…”.
“Cosa?”.
Odio quando ci mette mezz’ora a dire le cose.
Quando ci gira intorno mezz’ora per dirlo.
“Andiamo al cinema?”.
“Eh?”.
Quasi mi cade il telecomando dalle mani.
“Sì, dai!” mi dice, entusiasta, piombando vicino a me sul divano nero di pelle “C’è un film bellissimo al Cinema!”.
“E sarebbe?” dico, guardandolo scettico.
“Un film horror americano!”.
E’ entusiasta.
E’ il suo genere.
Ma io ODIO
I film horror!
Ho paura!
“Che?” chiedo.
Non vorrà trascinarmici davvero?
“Daaaiii! Ti preeegooo!” fa la lagna lui.
Lo fisso.
Non ne ho voglia.
Minimamente.
E so già che stanotte non dormirò.
Ma come faccio a dire di no
A un sorriso come questo?
A un sorriso così allegro,
così bello,
così invitante.
Lo bacio di slancio.
“Va bene”.
“Evviva!” si entusiasma.
“A che ora ci andiamo?” chiedo, spegnendo la televisione.
“Anche adesso!” dice lui “C’è uno spettacolo alle dieci e mezza! Se ci sbrighiamo ce la facciamo ad andarci!”.
“Va bene…” sospiro.
Ormai sono rassegnato.
Dopo due settimane che vivo qui,
ho imparato a sopportare le sue follie.
Mi alzo e afferro la mia giacca posata sulla spalliera del divano.
Lui si infila la sua, nell’ingresso
E dopo esserci infilati le scarpe
Usciamo.
Subito l’aria fredda della notte ci ferisce il viso
E io mi stringo forte nel giacchino.
“Che freddo…”.
Batto i denti.
Sho mi si avvicina e mi stringe.
Non dice nulla.
Sorride soltanto.
E a me basta.
Camminiamo in silenzio per un bel po’.
Poi un pensiero
Mi attraversa la mente
E mi rendo conto
Che è davvero la prima volta…
“E’ il nostro primo appuntamento…” commento, asciutto.
Lui sposta i suoi occhi su di me
Un attimo.
Fugace.
Ma basta.
“Già”.
“E’ strano…”.
“Vero”.
“Le coppie normali prima escono e poi fanno sesso. Noi abbiamo fatto il contrario” rido.
Anche lui ride.
Non dice nulla
Solo
Mi stringe più forte.
Chiudo gli occhi
Mentre una sensazione di immenso calore mi invade.
Quando arriviamo nei pressi del Cinema, che si trova in centro, siamo costretti a sciogliere il nostro abbraccio.
Facciamo i biglietti ed entriamo.
Io già vorrei andarmene a casa…
Come odio gli horror…
Cazzo…
Ho paura!
Ma non posso dirglielo!
Che figura ci farei?
Ci sediamo sulle poltroncine rosse.
Lui sgranocchia pop-corn a tutto spiano.
Rumina come una capra con l’erba.
E’ proprio infantile.
Io afferro la Coca-Cola che ha in mezzo alle gambe
E neanche tanto casualmente
Sfioro con le nocche delle dita
La patta dei suoi pantaloni.
Lui mi fissa.
Io gli sorrido malizioso.
Allora Sho porta i pop-corn tra le gambe
Liberandosi così le mani
Di cui una la porta al mio sedere
Tra il sedile rosso e i miei jeans.
Sta così per un po’
Carezzandomi col pollice,
senza pretese particolari.
Vuole solo provocarmi.
Siamo ancora così quando inizia il Film.
Subito parte con una scena che mi fa sobbalzare.
Sho si gira verso di me e sghignazza.
“Non è divertente…” lo ammonisco.
“Eccome se lo è!” continua a ridere “Non credevo avessi paura dei film horror!”.
“Non ne ho paura…” faccio una piccola pausa, per dare più enfasi a quello che sto per dire “Ne sono letteralmente terrorizzato!”.
Lui ridacchia.
Poi alza la mano, come a sfilarla.
Io vorrei protestare
Ma non faccio in tempo
Perché la sua mano si infila dritta nelle mie mutande.
Adesso sento il palmo della sua mano
Contro la pelle del mio sedere
E le sue dita birichine
Accarezzano distrattamente
Là dove si dividono le natiche.
“Non vorrai fare sesso al cinema…” dico.
“No… ci arresterebbero per atti osceni in luogo pubblico, anche se sarebbe dannatamente eccitante…” mi bacia un orecchio “Volevo solo farti rilassare… di solito ti piace se ti tocco così…”.
Deficiente.
Mi eccita
Quando mi tocchi così.
Non mi rilassa affatto!
Anzi!
Mi rende ancora più nervoso.
Dannazione.
Comunque annuisco e continuo a guardare il film, sorseggiando la Coca-Cola.
Faccio di tutto per distrarmi.
Guardo gli altri presenti nella sala,
le briciole che fuggono dalla bocca del coglione che ho seduto vicino,
mi studio attentamente il marchio della Cocoa-Cola
e quando per sbaglio guardo lo schermo
c’è sempre una scena paurosa!
E intanto lui se la ride!
“Deficiente…” bofonchio.
Lui sorride e tutto tranquillo continua a guardare il Film.
Alla fine
Anche per me è arrivato il momento di guardarlo
Perché ricordo praticamente a memoria
Ogni faccia presente qui dentro
Considerando quante volte mi sono soffermate a guardarle
Per non guardare lo schermo.
Ormai non ho più niente
Che possa distrarmi.
O che possa comunque
Catturare la mia attenzione.
Sposto quindi lo sguardo sullo schermo
E subito una deficiente esce all’improvviso da un angolo, urlando come una pazza.
Io caccio un urlo, spaventato,
E mi aggrappo al braccio di Sho con una mano.
Lui mi guarda sconcertato
Mentre io gli tiro la maglietta per una manica
Fissandolo a occhi sgranati.
E poi scoppia a ridere.
“Il piccolo Hikaru ha paura?” mi sfotte.
Ma allora lo vuole davvero un pugno sui denti…
Guarda che basta chiedere…
Non mi costa nulla accontentarlo…
Tanto mi prudono già le mani…
“Sho… non provocarmi…”.
Lui ride
Mentre alcune persone della sala si voltano a guardarci.
Dobbiamo essere un quadretto davvero divertente
Considerando i ghigni che coprono le loro facce!
“Dai che non fa così paura…” mi dice piano.
“A te! Io sono terrorizzato! Ma perché siamo venuti a vedere un film del genere?”.
Lo odio.
Lo sto odiando follemente!
“Dai, che tra poco c’è l’intervallo!” mi rassicura
Mentre con quella mano che è ancora nelle mie mutande
Mi da un leggero pizzico.
“Ahi!” mi lamento “Che intenzioni hai?”.
“Se hai così paura possiamo anche andare a casa…” mi dice.
“No!” dico subito “Non volevi vedere questo film?”.
“Non voglio che muori d’infarto…”.
“Non morirò per così poco! Ci vuole ben altro per liberarsi di me!”.
“Peccato… speravo fosse la volta buona…”.
E’ ironico, lo so.
Ma un po’ le sue parole mi feriscono.
Ovviamente non glielo faccio capire.
E lo guardo male, stando al gioco.
Quando finalmente arriva l’intervallo e le luci si accendono
Tiro un sospiro di sollievo.
Ma poi
Mi ricordo una cosa
E mi innervosisco di nuovo.
“Non è il caso di togliere quella mano da lì?”.
“Non ci farà caso nessuno… non ti agitare!” mi dice Sho, tranquillissimo, carezzandomi appena.
“Okay”.
Non sono tranquillo affatto!
Ma cerco di non pensarci.
Spero solo che questo intervallo
Duri in eterno.
Ovviamente quando si vuole che una cosa duri per sempre
Arriva presto il momento della fine
E in meno di un secondo
Subito le luci si spengono e il film ricomincia
Insieme al mio tormento!
Stanotte non chiuderò occhio!
Me lo sento!
Beh,
romperò le palle a Sho
così impara a portarmi a vedere gli horror!
Non gli verrà mai più questa brillante idea
Dopo quello che gli farò passare questa notte!
E non sarà piacevole!
Affatto!
Infatti
Quando siamo ormai a casa
Dentro il suo letto
Io ho gli occhi sgranati a fissare il soffitto
Col lenzuolo tirato su fino al mento.
Mi guardo intorno
E ogni minimo suono
Mi fa accapponare la pelle.
Quando sento un fruscio
(che sono le tende mosse dal vento visto che la finestra è leggermente aperta)
Do una botta furiosa a Sho su un braccio
E lui si sveglia, sgranando gli occhi e urlando: “CHE C’E’?”.
“Deficiente! Cosa urli?” gli chiedo.
“Ti senti male?” mi chiede Sho, guardandomi.
“Non riesco a dormire”.
“E dovevi rendermi partecipe di questa cosa?”.
E’ irritato.
Perché lui ronfava.
Se la ronfava della grossa, il dannato imbecille!
“Certo! Sei tu che mi hai portato a vedere un horror!” gli ricordo.
“Se sapevo ti terrorizzava tanto non ti ci portavo…”.
Lo fisso.
“Io l’ho trovato una figata!” si entusiasma.
Lo sapevo.
“Adesso mi fai compagnia finché non prendo sonno” gli dico.
“Dimenticatelo! Io voglio dormire!”.
“Dai! Non ti costa nulla!”.
Mi sento come lui, adesso
Come un bambino capriccioso.
Mi sta influenzando…
Questa cosa fa male…
Malissimo
Alla mia salute mentale.
Troppo male.
E’ degenerante, suppongo.
E denigrante.
“Va bene” mi dice
Poi mi afferra per le spalle
E mi trascina giù, sul suo petto.
Mi stringe un braccio intorno alle spalle
E io posso chiaramente sentire
Il battito del suo cuore.
“Adesso cerca di dormire” mi dice.
Io annuisco appena.
Non riesco a parlare.
Ho il fiato bloccato in gola.
Vorrei che questo momento durasse in eterno.
Vorrei che non finisse mai.
Vorrei che quello che sento nel petto
Tutto questo calore
Che si espande
Non esistesse
Perché mi sta portando all’oblio
Troppo vicino a lui.
Troppo innamorato di lui.
Vorrei che si spegnesse
Almeno un po’.
Ma sembra solo aumentare
E farmi innamorare di lui
Ogni volta di più…
“Buonanotte, Sho”.
“Buonanotte, Hikaru. Dormi bene”.
Tra le tue braccia
Non potrei fare altrimenti…

**CONTINUA**

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissima *_*! che teneri ♥ ... adoro il modo in cui scrivi XD in alcuni passaggi sono morta dal ridere!

Anonimo ha detto...

Bene! L'intent era quello! D'altronde, bisogna pur ridere nella vita qualche volta, giusto? ;)
Fai il Sondaggio sulla Colonna di destra! *__*!

Anonimo ha detto...

Votai *___*V

Anonimo ha detto...

Bravissima! Sono uno pari! XD! +muore+