giovedì 10 aprile 2008

Fan Fiction: Sentimenti che Crescono

Sentimenti che Crescono
Shinya

**

Quando apro di nuovo gli occhi, è ormai ora di cena.
Lo percepisco dall’odore che proviene dalla stanza.
Non che Sho stia cucinando…
Adesso non ci allarghiamo…
Ha il frigo vuoto quasi quanto il mio…
Quindi probabilmente lo ha ordinato da qualche parte.
E infatti, dopo aver socchiuso un occhi, a terra vedo le scatole bianche con le righe rosse tipiche delle rosticcerie.
Ci sono un sacco di scatole e infatti il tavolino basso, tipico giapponese, laccato di nero che è davanti a me, è imbandito con due scodelle, due bicchieri, due paia di bacchette…
E’ davvero carino che abbia pensato anche a me.
Tutto doppio.
Per tutti e due.
Per entrambi.
Ed è bello che lui ci abbia pensato.
Di solito è così insensibile che ho pensato mi avrebbe svegliato e detto: “Allora, te ne vuoi andare o no? Io devo cenare!”.
E sinceramente penso ancora che possa farlo…
Ma non credo, dai!
Sennò che le ha ordinate a fare ogni pietanza doppia?
C’è da considerare il fatto però che lui mangia come un bue…
Vuoi vedere che mi tocca togliermi dalle balle?
Socchiudo anche l’altro occhi e lo fisso mentre sfaccendo tra le stoviglie.
E’ imbranato.
Si vede che non è minimamente abituato a farlo.
Ma lo capisco.
Io se mi so fare un caffé è già tanto…
“Ah, finalmente ti sei svegliato!” mi saluta raggiante, appena nota che sono sveglio.
Non mi ero neanche accorto mi stesse fissando…
Ho lo spirito d’osservazione di una talpa cieca che esce di giorno dalla tana…
“Ciao…” lo saluto.
Ho la voce impastata e roca.
Odio la mia voce al mattino.
Sembro il cattivone di Star Wars…
Quello col mascherone nero…
Com’è che si chiama?
“Come si chiama il cattivo di Star Wars?” chiedo a Sho, seguendo il filo dei miei pensieri.
Ovviamente lui è sconcertato.
“Cosa diavolo c’entra adesso?”.
“Tu dimmi come si chiama…”.
“Non ne ho la più pallida idea” dice lui, scuotendo le spalle.
“Ma come no? Non sei fanatico di quella roba?”.
Perché quando serve una cosa a me non sa mai nulla?
Però dei suoi stupidi Teletubbies sa vita, morte e miracoli…
Lo odio!
“A me piacciono i cartoni Americani, non i Film” mi delucida.
“Pensavo ti interessassi a tutto…” replico, vago, tirandomi su.
Mi copro col lenzuolo.
Non tanto per vergogna.
Mi ha visto nudo talmente tante volte che conosce ogni minima parte di me…
Semplicemente sento un po’ freddo.
“E’ aperta la finestra?” chiedo.
“No” risponde, finendo di sistemare gli ultimi gamberetti fritti sul piatto “Hai freddo?”.
“Un po’”.
Mi fissa negli occhi.
Mi sorride.
E mentre io mi stringo forte il lenzuolo addosso
Lui si avvicina e mi abbraccia.
E io sento un calore immenso
Invadermi tutto il corpo.
“Va meglio così?” mi chiede, strofinando le mani sul lenzuolo nero che mi avvolge, scaldandomi.
“Sì, va molto meglio, grazie…”.
Dio se ti amo…
Ogni giorno di più…
E ne ho sempre più paura…
Perché io sono perso di te
E se tu non mi ami
Allora sarò costretto a soffrire.
E io odio soffrire.
Soprattutto per amore.
Per questo non mi ero mai innamorato prima.
Per questo avevo fatto di tutto per non innamorarmi.
Eppure sei entrato tu nella mia vita
E tutto è cambiato.
Quello che prima appariva apatico ai miei occhi
Tutto di un triste monocromo grigio
Adesso è pieno di colori
E luce
E allegria.
E’ pieno di te.
Della tua simpatia.
Dei tuoi sorrisi.
Della tua innocenza d’animo.
Del tuo corpo.
Della tua testa.
Del tuo cuore.
Di te.
Che mi hai cambiato.
In poco tempo.
Mi hai reso una persona migliore.
Per questo e molto altro
Io ti amo.
“Bene…” sorride “Mangiamo? Ho una fame incredibile!”.
“Che ore abbiamo fatto?” chiedo, mentre afferro le mie bacchette.
Purtroppo lui deve staccarsi da me per poter mangiare.
“Sono le undici. Quelli della rosticceria stavano per uccidermi quando gli ho telefonato!” scoppia a ridere, piegando la bocca in quel modo così dolce e tenero che lo fa apparire estremamente innocente, come un bambino di pochi mesi.
Anche io sorrido e inizio a mangiare.
Mi infilo in bocca diverse pietanze tutte insieme e alla fine ho le guance così piene di roba che non riesco nemmeno a masticare.
Cerco di ingoiare tutta la roba che ho in bocca ma ne mangio solo pochi grammi alla volta.
Ho le guance gonfie di cibo.
“Sembri uno scoiattolo…”.
Mi volto verso Sho con gli occhi spalancati e le guance gonfie di roba.
“Che?” chiedo sconcertato.
“Sembri uno scoiattolo con queste guanciotte!” ride lui, dandomi una botta con un dito su una guancia.
Sento che sto per sputare tutto sulla sua faccia da idiota.
“Non ti avvardare…” lo minaccio anche se non sono molto credibile con questa faccia.
Sho scoppia a ridere senza ritegno e io gli lancio il cuscino con Stitch.
Tanto è brutto e azzurro, se si rompe va bene lo stesso.
E se rompe anche il muso di Sho, tutto di guadagnato!
Il cuscino si sfracella sulla faccia ridente del mio demente fidanzato, ma ovviamente non gli fa un accidenti di nulla…
Lo odio.
Lui e quel coso blu!
Inutile!
“Piantala!” lo ammonisco.
Sho continua a ridere.
“E dai! Che c’è di male?” ride “Sei carino!”.
“Io non sono solo carino, sono bellissimo, se non lo sapessi! Sta di fatto che non ti azzardo a ridere di me!”.
Adesso parlo bene perché non ho più tutto quel cibo in bocca.
Durante il volo di Stitch verso la faccia di Sho, ho masticato e ingoiato.
“Lo so che sei bellissimo” mi dice Sho, mettendo da parte Stitch e sporgendosi verso di me per baciarmi le labbra “Ma è divertente sfotterti… perchè quando ti arrabbi diventi ancora più arrapante…”.
“A te fa arrapare anche un cane…” gli ricordo.
“Ora non esageriamo…” commenta lui, sempre a due millimetri dal mio viso.
Non mi bacia.
Rimane solo vicino.
I nasi intrecciati.
Le fronti che si sfiorano.
Come le labbra.
Ad ogni parola
Entrano in contatto.
E io sento un fuoco esplodermi dentro.
“I cani non mi fanno arrapare…” puntualizza lui.
“Strano… NAGI ti fa arrapare, mi pare…” gli dico.
E tocco un tasto dolente.
Per me.
Perché io SO
Che NAGI vuole portarsi a letto il mio fidanzato.
Dio se se lo farebbe volentieri…
Anche adesso.
Anche nella situazione più assurda.
Anche in mezzo alla mondezza.
Cazzo.
Se lo farebbe sempre
Ovunque
E comunque.
E a me questa cosa manda in escandescenza!
Sho è MIO!
Questo concetto gli deve entrare bene in testa!
Io gliele suonerei di santa ragione, se non fosse amico mio!
Già, c’è lo sgradevole problema che NAGI è uno dei miei migliori amici.
Che però non sa che sto con la fonte del suo più grosso arrapamento.
Vorrei dirglielo, per togliermelo definitivamente dai piedi, ma non voglio litigare con lui.
In sua compagnia mi diverto e mi dispiacerebbe perderlo come amico.
Ma il mio ragazzo non si tocca, dannazione!
E questo concetto sembra non essergli entrato bene in testa!
“Come sei malvagio…” commenta Sho.
“Lo so” replico.
“NAGI è mio amico” mi ricorda.
“Anche mio”.
“Non si parla così degli amici”.
“Non si vuole scopare il fidanzato di un amico” ribatto.
“Eh?” mi chiede Sho, confuso.
“NAGI ti si vuole scopare. Ma è mio amico. E i fidanzati degli amici non si toccano!”.
Lo sventro se si azzarda!
E’ già tanto se gli permetto di toccarlo sui set!
“Guarda che io e NAGI andiamo già a letto insieme…”.
Mi si gela il sangue nelle vene.
Ho capito bene?
“… cosa…?”.
Non riesco neanche a parlare.
“Beh, nei set andiamo a letto insieme!” mi spiega Sho.
E io ricomincio a respirare.
Il mio cuore ribatte.
E sento di nuovo il sangue circolarmi nelle vene.
“Che c’entra! Anche io vado a letto con lui sui set, ma non lo faccio fuori!”.
“Che c’entra? Questo neanche io!” dice Sho.
“Con me ci vieni a letto fuori dal set”.
“Con te verrei a letto ovunque…” mi dice e poi mi plana addosso.
Spingendomi a terra.
Lui sopra di me.
E quella dolce sensazione allo stomaco che sento ogni volta che lui mi è vicino.
Subito porta la sua bocca alla mia e io sento il sapore della salsa di soia del riso passare da lui a me.
Odio la salsa di soia.
Ma non importa.
Lui è più importante.
Lui è più buono.
Il suo sapore lo è.
Quel sapore che si mescola al resto.
Che mi entra nelle narici, fino ai polmoni.
Che mi riempie di lui.
Lo stringo più forte a me e gli tiro la maglietta verso l’alto, sperando che per una volta non sia tonto del tutto e capisca.
Fortunatamente coglie il messaggio e staccandosi da me per un attimo, si sfila la maglietta con un movimento veloce.
Subito me lo riporto addosso e cerco le sue labbra con le mie.
Intanto lui si sta sfilando i pantaloni insieme ai boxer e io lo aiuto con una mano.
Con l’altra sono troppo occupato a carezzargli la nuca…
Poi il collo…
Le spalle larghe…
La schiena…
E poi giù, seguendo la spina dorsale.
Accarezzo con la mano il tatuaggio che ha sulla spalla e sorrido quando lo vedo strattonarsi i pantaloni.
Si è incastrato, l’imbranato.
Lascio perdere per un attimo le mie carezze e lo spingo indietro, costringendolo a sedersi a terra.
Gli alzo le gambe e afferro boxer e pantaloni trascinandoli giù, fino a toglierli.
Lo guardo con ironia e lui mi fissa male per un attimo.
Ma è un secondo solo
Perché poi la sua faccia si piega in un ghigno e si avvicina a me.
Mi toglie il lenzuolo di dosso e mi porta fino al futon.
“Che hai intenzione di fare…?” lo provoco, sussurrando al suo orecchio.
Quel ghigno non presagisce nulla di buono…
O meglio:
per buono è buono.
È il Paradiso, insomma
Ma ha intenzione di fare qualcosa…
“Nulla…” ghigna lui, baciandomi il collo con uno schiocco.
“Sho… non prendermi per il culo…”.
“Come no? E io che volevo fare proprio quello!” mi sfotte.
Pure io, eh…
Me le vado a cercare…
Ma cazzo…
Non vedo l’ora…
“Uhm… e che aspetti allora?” gli domando, malizioso, leccandogli le labbra.
“Vuoi andare subito al sodo?” mi chiede, scendo a baciarmi il collo.
Poi lo sterno.
Una spalla.
La pelle morbida del petto.
Un lato del mio corpo.
Un capezzolo.
“Uhm…” gemo.
Continua…
“Allora?” mi domanda malizioso, leccandomi l’aureola.
“Cazzo…” sospiro.
“Allora…” soffia sul mio capezzolo, facendomi rabbrividire “Hikaru…” lo bacia “Vuoi che vada subito al sodo…” lo lecca “O che continui a coccolarti…?” lo mordicchia.
E io mi sento impazzire.
Ansimo forte e gli passo le mani tra i capelli, freneticamente.
Non so neanche cosa sto facendo.
Voglio solo che non smetta.
“Continua…” ansimo “Non smettere…”.
Lui sorride e continua a tormentarmi un capezzolo.
Poi passa all’altro, dedicandogli le stesse
Eccitanti
Attenzioni.
Le sue mani mi carezzano ovunque.
E arrivano
Finalmente
Lì.
Tra le mie gambe.
E io sento che se muoio adesso, muoio felice.
“Ah…”.
Mi sfiora in una lunga carezza fino a prenderlo in mano.
Comincia a masturbarmi e non capisco più nulla.
Mi porto il suo viso alle labbra e lo bacio.
Gli accarezzo le spalle e le braccia, la schiena e il petto.
Poi arrivo giù anche io, tra le sue gambe, dove c’è la cosa che riesce a eccitarmi di più al mondo.
La afferro con le dita magre e l’accarezzo.
Muovo la mano su e giù
E lo faccio incondizionatamente
Perché i suoi movimenti
Non mi rendono lucido.
Mi stanno letteralmente uccidendo.
“Sho…”.
Gli bacio una spalla.
Poi la mordo
Quando una sua carezza mi porta più vicino al limite.
“Cosa…?” mi chiede, gemendomelo in un orecchio.
“Dentro…” sussurro “Entrami dentro…”.
“Non sei pronto…” mi ricorda lui, continuando ad accarezzarmi.
Mi ansima in viso e io a lui.
I nostri respiri si mescolano.
Le nostre mani si muovono tra i nostri corpi.
Lo fisso negli occhi.
E lo amo.
Ancora di più.
Ancora una volta
Mi innamoro di lui.
Mi succede ogni volta
Che lo sento un passo più vicino a me.
E adesso lo è.
Mi è più vicino.
Perché è attento
Che non soffra.
Che non mi faccia male.
Che io provi piacere.
“Allora sbrigati a prepararmi perché voglio sentirti mio…”.
Non so da dove ho trovato il coraggio di dire una cosa del genere.
Mio…
Non credevo che avrei mai voluto sentire qualcuno mio.
Eppure è così.
E Sho lo voglio tutto per me.
Sempre.
Non avevo mai provato niente del genere e non credevo sarebbe mai avvenuto.
E credo che anche a Sho sembri assurdo
Perché mi guarda con gli occhi sgranati
Prima di baciarmi con un sorriso
E spostare la mano dalla mia intimità
Alla mia apertura
Che stuzzica dolcemente con le dita.
Io lo fisso in viso
E sento che è davvero lui
Quello che amo.
E’ davvero lui
Quello che voglio.
Lui e nessun’altro.
“Sho…”.
“Sì…”.
Sfila le dita da me.
Si tira su
E mi porta le gambe sulle sue spalle.
Mi accarezza le cosce
E intanto mi guarda con fare famelico.
Entra in me con un unico movimento e io mi sento in paradiso.
Comincia a muoversi piano mentre le mie gambe scivolano giù, fino ai suoi fianchi, che stringono con forza.
Lo spingo verso di me.
Voglio di più.
Lo voglio.
Vorrei fondermi con lui.
Essere un tutt’uno.
Condividere con lui ogni cellula, ogni molecola.
E sentirmi finalmente felice…
Quando viene in me e con me
Per un attimo tutto diventa bianco.
Tutto intorno a me diventa splendente.
E vorrei dirglielo.
Dirgli che lo amo.
Ma ho paura che questo
Possa allontanarlo da me…
Quindi me lo tengo dentro
Mentre lo abbraccio stretto…
Sperando di non doverlo lasciare mai…

**CONTINUA**

6 commenti:

Anonimo ha detto...

BELLISSIMA ! *___________*
tu sei la mia dea lo sai vero?? xQ___ IO STRA-AMO HIKARU E SHO! *-* *seguirà assiduamente il blog*

Shinya ha detto...

Ciao! Grazie! Mi fa piacere che le mie Storie ti piacciono e che io sia la tua... Dea! XD! Wow! XD! Mi sento quasi importante! Ahahah! XD!
Sho e Hikaru sono un amore e se seguirai assiduamente il Blog te ne sarò davvero molto grata! *__*!

Anonimo ha detto...

*_*v io sono grata a te per averlo creato! ç__ç buh speriamo solo Hikaru torni a far parte della COAT!

Anonimo ha detto...

Si spera! Sennò vado fino a Osaka e lo ammazzo! XD! Lo prendo per le orecchie e lo trascino fin da Sho... (ci penserà lui a fargli cambiare idea! XD! Ahahah! XD!)

Anonimo ha detto...

è_é9 ma volendo gliela facciamo cambiare tutti insieme eh X°DDDD

Anonimo ha detto...

Quell'opzione era sottointesa! u.u